Piglio, associazioni e cittadini manifestano contro la discarica Casa Zompa (foto e video)

Una storia che va avanti da troppo tempo. I cittadini di Piglio e di tutta la zona a nord della Ciociari sono veramente stufi

Fermo no all'argamento della discarica di Colle Zoma, con centinai di cittadini di tutto il comprensorio assenti tutti i sindaci della strada del cesanese.

Il comitato cittadino “Terra Madre”, ha organizzato  per oggi in loc. “Casa Zompa” una manifestazione per dire no all’ampliamento del “Centro di trasferenza Casa Zompa” richiesto dalla Soc. Tac Ecologica e autorizzato dall’Amministrazione Provinciale di Frosinone, alla quale hanno partecipato Associazioni ecologiche della zona, i proprietari terrieri, e molti cittadini provenienti da Olevano, Serrone, Paliano, Colleferro, Anagni  e naturalmente da Piglio. Contro l’ampliamento si è schierata la civica Amministrazione, presieduta dall’Avv. Mario Felli, con un ricorso al TAR di Latina che ha rinviato la decisione al mese di Novembre 2018.  Fin qui la notizia!

Un po’ di storia

"La città di Piglio - ci dice lo storico del posto Giorgio Pacetti - un tempo decantata per il famoso Cesanese e per le bellezze artistiche e naturali, è diventata, un centro per la raccolta dei rifiuti intercomunale e non solo. La triste storia del centro di smistamento a Piglio, dove sono confluiti i rifiuti dei paesi limitrofi, risale a 31 anni fa, allorquando, la Civica Amministrazione approvò con delibera n° 92 del 19/8/1987, di “accogliere l’offerta del Sig. Tommaso Coratti, relativamente al trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e di delegare, la Giunta Municipale per la scelta dell’area per l’installazione di un punto mobile di trasferimento dei rifiuti”. Questa delibera venne approvata da 15 consiglieri di maggioranza con l’opposizione dei 4 di minoranza (Jadicicco, Salvi, Fantini e Sante Spirito) perchè, secondo Antonio Iadicicco, “l’offerta era di una sola ditta e perchè l’iniziativa non derivava da una seria programmazione”. 

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Contro questa delibera dichiararono guerra gli abitanti delle zone di Via Piana, Gricciano-Casa Zompa che con due esposti, del 23 Maggio 1988 inviato al Sindaco Ricci, e del 20 Aprile 1989 inviato al Presidente della Giunta Regionale Lazio, al Pretore di Paliano, al Prefetto di Frosinone all’Assessorato Ambiente, chiedevano di “sospendere ogni ulteriore iniziativa in merito ed un pronto intervento urgente per evitare l’inquinamento ambientale e delle falde acquifere della zona agricola vinicola D.O.C. dove si produce il famoso Cesanese del Piglio”. Insomma c’erano tutte le premesse per un giustificato allarme dei pigliesi preoccupati per evitare l’insediamento di una “mega pattumiera”, che avrebbe turbato l’equilibrio naturale e sociale del territorio. Anche la sezione della DC locale, aveva sollecitato nel 1989 una riunione nel corso della quale il sindaco Nazzareno Ricci, alla presenza del consigliere regionale Paolo Tuffi e del presidente della Usl FR/1 Luciano Rossignoli e di un folto pubblico, aveva smentito ufficialmente la notizia di aver concesso l’autorizzazione ad un privato per installare un centro di raccolta e di smistamento di rifiuti, si trattava invece della concessione per costruire una recinzione su un terreno. Quella risposta del sindaco Ricci aveva notevolmente contribuito a placare gli animi e a rimuovere ogni motivo di preoccupazione. Del resto, tanto il rappresentante Regionale Tuffi, quanto il presidente della Usl Fr/1, Rossignoli avevano ribadito che nella zona in questione era assolutamente impossibile creare infrastrutture di quel genere.  Veniva però da chiedersi: come mai i firmatari avevano “paventato” la costruzione di un simile impianto quando la richiesta faceva istanza di ottenere tutta altra approvazione ovvero la costruzione di una recinzione? Il centro di smistamento sarebbe avvenuto in un secondo tempo? Era una ipotesi riportata su un quotidiano regionale dell’epoca!!! Parole sante!!! Guarda caso, dopo 10 anni (1997), la Regione Lazio aveva dato via libera al centro di raccolta e di trasferenza. Anche l’on. Maceratini aveva inoltrato una interrogazione parlamentare per saperne di più sull’intera vicenda che era diventata più misteriosa di un film...giallo. Per la difesa dell’ambiente scese in campo anche Italia Nostra -sezione di Frosinone- che con un nutrito e documentato “cahier de doleances” diventato manifesto per “una battaglia a favore dell’ecologia e dell’economia locale” voleva far retrocedere la Regione Lazio da quanto già aveva decretato purtroppo invano.  Anche l’associazione dei consumatori “Codacons”, area metropolitana di Roma, aveva inviato al Comune di Piglio una nota, in occasione del consiglio comunale del 4 Aprile ‘97, con la quale si auspicava che “qualsiasi decisione fosse presa dal consiglio comunale, nel rispetto delle risorse ambientali e delle produzioni tipiche della zona”. A nulla, poi, sono valse le proteste dei pigliesi che avevano inviato un esposto alla Regione, al Prefetto, al Ministero dei lavori pubblici, al Presidente della Provincia e alla Procura generale di Roma in quanto temevano che fossero coinvolte le loro terre coltivate a vigneto e le loro abitazioni. Anche i consiglieri di minoranza Massimo Neccia, Maurizio Ceccaroni, Domenico Salvatori e Giuseppe Lucidi avevano inoltrato al Sindaco Ricci una richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario allo scopo di conoscere l’iter amministrativo burocratico della vicenda che da una semplice recinzione autorizzata nel 1987 dal Comune di Piglio, dopo dieci anni, invece, era diventata un “Centro di raccolta e di astoccaggio dei rifiuti”, autorizzato dalla giunta Badaloni  che, con le ordinanze n° 26 di Febbraio e n° 77 di Ottobre 1997, ordinava al dott. Salvatore Suriano, Commissario straordinario del Consorzio tra i comuni di Cassino, Formia e Gaeta costituito per il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani, di: “continuare i lavori relativi alla realizzazione, giusto il progetto presentato a questa Amministrazione, della stazione di trasferenza dei rifiuti ubicata nel Comune di Piglio, località “Casa Zompa”, finalizzata alla realizzazione del trasporto dei rifiuti all’impianto di preselezione e compostaggio di Colfelice, i lavori di realizzazione dovranno essere completati entro 90 giorni dal presente provvedimento”.  Ora a distanza di 31 anni la storia si ripete. Il comitato cittadino “Terra Madre”, recentemente costituitosi in paese e del quale fanno parte anche diversi giovanissimi, con un volantino fa presente che la società TAC Ecologica srl, proprietaria del sito, nel 2014 ha realizzato su un terreno ricadente in zona E (agricola) e soggetta al Piano Paesaggistico Regionale, un manufatto di 1500 mq di cemento, proprio dove sorgono eccellenti aziende agricole e agriturismo lungo la strada del Cesanese. Il consiglio comunale del 26 Novembre 2016  all’unanimità aveva bocciato la variante del Centro di Trasferenza r.s.u sito in loc. Casa Zompa presentata dalla Tac Ecologica ai sensi dell’art. 208 del D. Lgs n° 152/2006 in quanto si trattava di una costruzione non conforme alla legge perché adiacente ad un fosso di acqua chiara denominato “Gricciano”. Proprio per derimere la “questione del vincolo ambientale riguardante il corso d’acqua Gricciano” il consiglio comunale di Piglio aveva dato incarico ad un professionista  per un parere  tecnico  le cui osservazioni, dopo essere state ampiamente discusse nel consiglio comunale del 10 Novembre 2017, non hanno prodotto alcun effetto nella riunione del 20 Novembre 2017 che si è tenuta presso l’Amministrazione Provinciale Frosinone nella quale la conferenza di servizio ha deciso all’unanimità l’ampliamento del 39% del centro di trasferenza di “Casa Zompa” alla presenza del sindaco di Piglio avv. Mario Felli e dell’Assessore Franceschetti. Nel gennaio 2018 la Provincia di Frosinone ha concesso l' autorizzazione alla società. Il nuovo impianto di lavorazione e messa a riserva (deposito) di immondizia è stata autorizzata dalla Provincia di Frosinone in un area protetta da vincolo paesaggistico relativo alle acque pubbliche (P.T.P.R. Lazio). A nulla è valsa la presenza, a meno di 50 metri dalla struttura, di un fosso di acqua chiara, denominato “Gricciano” e classificato come pubblico. Infatti l’area è delimitata dal fosso Gricciano che più a valle prende il nome di fosso di Vico e nei pressi del bivio di Paliano, sull’Anticolana, c’è un impianto di captazione d’acqua che rifornisce la città di Fiuggi. A nulla è valsa la cornice di vigneti docg.  A nulla è valso appartenere a “La strada del Cesanese”, percorso con vocazione turistica che si snoda tra sei comuni (Acuto, Affile, Anagni, Paliano, Serrone e, naturalmente, Piglio). Ma, ancor più, a nulla è valsa l' assenza un piano dei rifiuti regionale che evidenzi la reale necessità di un tale impianto per sostenere le esigenze di una discarica nel cuore dei vigneti del Cesanese DOCG. Già in passato con la sola attività di trasferenza l’ARPA Lazio sanzionava la Tac Ecologica per immissioni di sostanze inquinanti, oltre la norma, nel corso d’acqua Gricciano.  Una domanda sorge spontanea: Cosa succederà in futuro qualora venissero trattate oltre 50.000 tonnellate/annue di immondizia, così come da autorizzazione provinciale?

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