Le aree archeologiche più belle della provincia di Frosinone

Luoghi adatti per una passeggiata nel fine settimana, per portare i bambini a conoscere la storia del proprio territorio e le nostre origini

La Ciociaria è terra di tradizioni antiche, di storia e di miti . Ecco le tre aree archeologiche più belle da visitare in un fine settimana di primavera o se si vuole cogliere l'occasione di imparare e conoscere o far conoscere ai bambini le origini romane di cui va fiero il territorio frusinate.

Aquinum – Castrocielo

A solo 100 km circa a sud di Roma a Castrocielo si trova una delle aree archeologiche più belle dell’intera ciociaria: Aquinum. Al centro della Valle del Liri, ai piedi del gruppo montuoso dominato dal Monte Cairo, sorge l’antica città di Aquinum, colonia romana ai tempi di Ottaviano, Marcantonio e Lepido. L’area urbana di Aquinum è stata oggetto di indagini archeologiche da parte dell’Università del Salento nell’ambito del progetto “Ager Aquinas”. Dal 2009 sono state condotte diverse campagne di scavo archeologico che hanno portato alla ricostruzione dell’impianto urbano dell’antica città romana. L’area di scavo, di proprietà del Comune di Castrocielo, è disposta su una superficie pianeggiante di quasi 8 ettari. L’interesse delle ricerche si è concentrato soprattutto in un settore centrale della città che, fino a quel momento, non aveva restituito elementi utili per il riconoscimento dei monumenti e la definizione degli spazi urbani. La peculiarità di Aquinum sta nel suo sistema difensivo complesso, costituito da difese naturali ed artificiali combinate che hanno determinato la particolare forma della città e la viabilità urbana. L’area è composta da: la porta Romana, nella zona occidentale di cui restano solo i filari inferiori ed alcuni blocchi alla base, mentre cospicui resti crollati giacciono intorno al rudere; la Torre Quadrata collocata nell’estremo settore occidentale dell’area urbana a pochi metri dalla Via Latina e dalla Porta Romana, databile tra la fine del IV ed il III secolo a.C. eretta a scopo difensivo; il Tempio Maggiore o Capitolium probabilmente l’edificio più importante della città; l’edificio absidato o il Tempio di Diana sito al centro della città; il teatro, di cui sono molte le parti mancanti, e l’anfiteatro gravemente danneggiato per la costruzione della A1; Porta Capuana, uno dei monumenti meglio conservati dell’area; l’arco di Marcantonio e le terme centrali. Di recente sono state scoperte tre teste di epoca romana nell’area: la prima di Eracle, un'altra di una donna ed una terza, più raffinata sembra rappresentare Giulio Cesare. 

Parco Archeologico Casinum, Cassino

L’Area Archeologica di Cassino, che sorge lungo la strada che collega il centro urbano all’ Abbazia di Montecassino, con l’annesso Museo rappresenta la traccia più evidente dell’antica Casinum dei romani. Dell'antica città si possono ammirare, oltre ai resti delle mura poligonali e del tracciato viario, il Teatro, il Mausoleo di Ummidia Quadratilla e l'Anfiteatro, che è il monumento più importante di questa area archeologica. Di grande interesse risulta l'anfiteatro, edificio per spettacoli in parte appoggiato al pendio del colle, risalente probabilmente ai decenni di passaggio fra il I sec. a.C. e il I d.C., sebbene una testimonianza epigrafica attribuisca la costruzione alla matrona cassinate Ummidia Quadratilla (28-107 d.C. ca.). L’Anfiteatro, come del resto le altre costruzioni di questo tipo rinvenute in diverse città di epoca romana, veniva utilizzato per i ludi gladiatori, ovvero dei combattimenti all’ultimo sangue che avevano come protagonista uomini, ma anche belve feroci. L’architettura dell’Anfiteatro e la presenza di grosse sorgenti d’acqua nel territorio di Cassino, fanno supporre che fosse utilizzata anche per battaglie navali. Presso il teatro, subito a monte dell'area dove si ipotizza la presenza del foro, si è messa in luce la magnifica pertinenza di una ricca domus: il cosiddetto Ninfeo Ponari, grotta artificiale appoggiata al retrostante declivio e preceduta da un atrio con impluvio. Il Ninfeo conserva tracce delle decorazioni parietali e pavimentali, risalenti a due distinte fasi: quella originaria, attorno alla metà del I sec. a.C., la seconda attribuibile ad una ristrutturazione avvenuta verso il 100 d.C. Nel museo sono esposti reperti provenienti dalla città e dagli immediati dintorni, di epoca preromana, arricchiti da una scelta di materiali relativi alla civiltà volsca provenienti dall'antica Satricum (località Le Ferriere, Latina) e da recenti ritrovamenti nelle necropoli romane sulla via Pedemontana ad Ovest della città (sala Ottagona). Nelle altre sale sono i materiali della Casinum romana, fra i quali pregevoli opere provenienti dal teatro cui si aggiunge un notevole letto funerario in osso recuperato nel corso di recenti scavi nella necropoli occidentale della vicina Aquinum. Scendendo lungo la facciata del Museo, si può accedere al lapidario, ricavato all'interno di ambienti voltati di età romana, relativi probabilmente ad opere di sostegno di edifici o complessi monumentali a carattere pubblico.

Parco Archeologico di Fregellae

La città di Fregellae, antica colonia fondata dai Romani nel 328 a.C. rappresentava uno dei più notevoli centri del mondo romano in epoca repubblicana, costituendo una delle principali colonie latine. Dopo la sua distruzione nel 125 a.C., nulla fu costruito nel sito della città. Le ricerche sul sito sono iniziate nel 1978 con la direzione scientifica del prof. Filippo Coarelli-Università di Perugia in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio, ed hanno permesso di individuare i nuclei principali della città antica: il Foro, con il complesso Curia-Comizio; un quartiere di case aristocratiche, che include anche le Terme pubbliche della colonia; il santuario di Esculapio, dio della medicina, e un altro tempio fuori dalle mura della città, dedicato ad una divinità femminile. Il quartiere aristocratico e le Terme sono visitabili grazie al "Parco Archeologico di Fregellae", presso Isoletta d'Arce che è un’area di circa 28.500 mq, di cui 3.178 coperti. Realizzato per conto della XV Comunità Montana “Valle del Liri”, è stato inaugurato nel 1995 ed è tuttora in ampliamento. I reperti più significativi degli scavi sono esposti nel "Museo Archeologico di Fregellae", nel vicino centro di Ceprano, inaugurato nel 1989 e completato nel 1991,  con l’obiettivo di creare una sorta di itinerario didattico che, pur nei limiti imposti dallo spazio a disposizione, possa offrire una lettura articolata e completa della storia e della vita quotidiana di Fregellae.

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