Blocco “Reno De Medici”: dopo il sit-in dei cassaintegrati al Cosilam, parlano i proprietari della Cartiera

L'RDM Group interviene sul fermo produttivo dell'azienda sita in provincia di Frosinone, dopo le proteste dei lavoratori davanti alla sede del Consorzio proprietario del depuratore sequestrato a Villa Santa Lucia

L'ingresso della Cartiera ''Reno De Medici'' di Villa Santa Lucia

Da venerdì scorso, a seguito del sequestro del depuratore Cosilam di Villa Santa Lucia, è cominciato il fermo produttivo della locale Cartiera “Reno De Medici”. Oggi, martedì 11 febbraio, i lavoratori in cassa integrazione hanno dato vita a una protesta davanti alla sede del Consorzio, chiedendo a gran voce il riavvio della produzione dell’azienda. E dai vertici della stessa arrivano ora “frecciate”, annunciando anche che potrebbe servirsi di altri stabilimenti per ovviare al blocco.

Dai vertici della Cartiera

L’RDM Group contraddice quanto dichiarato dal Presidente del Cosilam Marco Delle Cese, che nelle scorse ore aveva sostenuto che “l'azienda immette all'interno della rete fognaria dei reflui che non rispettano i limiti delle norme in materia” e che “è proprio su questo - aveva aggiunto - che la magistratura ha posto l’accento”.    

“La Società è stata costretta a bloccare la produzione dello stabilimento di Villa Santa Lucia per evitare il convogliamento dei reflui al depuratore consortile”, controbatte la RDM. E, inoltre, precisa che “a far data dal 2009 convoglia i propri reflui in virtù di un contratto sottoscritto con il Consorzio stesso per il loro trattamento, rispettando scrupolosamente i limiti contenuti nel contratto stesso e pagando al Consorzio Cosilam ingenti somme ogni anno per il servizio di depurazione”.

Sulla Cassa Integrazione

“La Società - va avanti - ha fatto richiesta di Cassa Integrazione per tutti i dipendenti sino al permanere dell’impossibilità di avvalersi del depuratore del Cosilam. La sospensione dell’attività coinvolgerà oltre tutti i dipendenti anche tutte le attività dell’indotto.

Sugli scarichi illeciti

Nei reflui in uscita dall’impianto verso il fiume Rio Pioppeto sono state rilevate anche forti concentrazioni di una sostanza pericolosa: lo zinco. A tal proposito “si ribadisce - scrive la RDM - che la presenza di zinco contestata nel provvedimento non ha nulla a che fare con il ciclo produttivo cartario, in quanto tale sostanza non è rinvenibile in questo tipo di produzione”.

In conclusione

Siamo fiduciosi - fa sapere, poi, la società proprietaria della Cartiera - affinché si riesca a trovare una soluzione che consenta una rapida ripresa dell’attività produttiva, e che, nel contempo, risolva le problematiche ambientali che hanno portato la magistratura al sequestro del depuratore”.

“La Società - conclude - si è già attivata anche nei confronti della clientela al fine di evitare che tale circostanza, pur non imputabile ad una sua negligenza, abbia risvolti negativi sul futuro aziendale, predisponendo misure alternative che le consentano di soddisfare gli ordini, servendosi, dove necessario, dell’efficienza produttiva degli altri stabilimenti del Gruppo RDM”.

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