Cassino, il 'miracolo' di Betta: le casse dell'Università tornano in attivo. Sanati i debiti

L'annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa che il Magnifico Rettore ha tenuto in Ateneo. Lo spettro del dissesto è oramai un lontano ricordo

Il rettore Giovanni Betta

Il 'miracolo' di Giovanni Betta. Così docenti e personale dell'Ateneo di Cassino ha definito il risanamento dei debiti contratti nel corso degli anni dall'Università che per mesi è stata ad una passo dal baratro. Prima la denuncia del 'buco milionario'. Poi l'indagine della Guardia di Finanza e l'azzeramento dei vertici poi, con la costanza e la concretezza del nuovo rettore Giovanni Betta, l'Ateneo più importante del basso Lazio e del centro Italia, ha iniziato a risalire la china. Un cammino doloroso, difficile e costellato di rinunce e tagli. Ma il peggio è passato e finalmente 'i conti tornano'.

L'annuncio

A dare notizia dello scampato pericolo chiusura è stato lo stesso Rettore nel corso di una conferenza stampa. Il professor Betta, ingegnere, ha spiegato alla stampa presente cosa è stato necessario mutare nell'apparato gestionale. Il lavoro di squadra e la comprensione di tutti, docenti e dipendenti, hanno fatto il resto.

Conti in attivo per 700mila euro

Il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Cassino ha approvato il Bilancio unico di Ateneo esercizio 2018. Grande soddisfazione per i risultati emersi e gli obiettivi raggiunti, primo tra tutti il superamento della condizione di conclamata tensione finanziaria. Il bilancio 2018 dell’Università di Cassino si chiude con un utile di 701.867,02 euro confermando l’inversione di tendenza già iniziata nel 2016. "Quello che emerge è un quadro certamente positivo, frutto delle azioni intraprese per ripianare il debito. La gestione 2018 - si legge in una nota ufficiale - ha visto l’attuazione di ulteriori azioni correttive preventivate in occasione delle revisioni apportate al Piano di rientro necessarie per ottemperare al rispetto di quanto convenuto nei diversi accordi di programma che l’Università ha concluso con il MIUR e che hanno portato, tra il 2017 e il 2018, nelle casse dell’Ateneo risorse finanziarie per 22,6 mln. Detto finanziamento, unitamente all’anticipazione di cassa, ha consentito di saldare definitivamente il debito INPS, in ragione della “rottamazione” delle cartelle esattoriali contribuendo a risanare la posizione debitoria dell’Ateneo". 

Incremento dei proventi

"Le entrate sono aumentate rispetto al 2017 stante l’incremento dei proventi per la didattica derivante dall’attivazione dei percorsi FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio) e delle maggiori entrate per corsi post laurea. Aumentano anche i contributi da privati e da altre amministrazioni locali a testimonianza dell’operosità dell’Ateneo nel promuovere convenzioni e partnership con soggetti esterni. Tra i contributi particolare menzione spetta al finanziamento ottenuto dal DIEI quale Dipartimento di eccellenza. Ne derivano risorse pari a 1,4 mln annui fino al 2022 per un totale di 7 mln - prosegue ancora la nota -. Tale finanziamento sarà destinato tra l’altro alla realizzazione di un laboratorio funzionale alla creazione di valore per grandi imprese e gruppi aziendali, consentendo di bandire borse di studio per giovani ricercatori e dottorandi. Ciò conferma che la condizione di oggettiva difficoltà finanziaria in cui versa l’Università non ha per niente affievolito l’attività dei ricercatori, ma al contrario quest’ultima si è rafforzata collocando l’Ateneo del cassinate tra le eccellenze italiane della ricerca".

Meno costi più incasso

"Sul fronte dei costi operativi si osserva una progressiva contrazione dal 2016 al 2018 con una
riduzione prima da 46,3 mln a 44,8 seguita da una ulteriore flessione a 41,9 mln nel terzo anno.
La principale voce di costo è il Costo del personale, diminuito da 34,3 mln del 2016 a 33,3 del 2017 e, infine, a 32,1 nel 2018, quale effetto del blocco del turnover a valere sui pensionamenti e dei trasferimenti, in linea con quanto fissato del Piano di risanamento. La maggiore flessione è registrata per il costo del Personale docente che registra una diminuzione complessiva del 5,94% contro lo 0,61% di riduzione del costo del PTA. Si rileva, altresì, che la numerosità complessiva del Personale scende da 592 del 2016 a 543 del 2018 (-8,28%) con una variazione più significativa dei docenti, che passa da 304 a 269 (-11,51%) rispetto al PTA che diminuisce da 291 a 276 (-4,86%). Ne deriva un netto miglioramento del risultato operativo che ha raggiunto il valore di 5,9 milioni di euro nel 2018 confermando ancora una volta che gli interventi posti in essere hanno riportato in equilibrio la struttura operativa con generazione di free cash flow disponibili a servizio del debito. Il miglioramento fin qui evidenziato risulta confermato dagli indicatori ex D.Lgs. 49/2012 determinati sulla base del bilancio, risultati in linea con i valori soglia fissato dal Ministero. Segnatamente ci si riferisce all’indicatore di spesa per il personale che scende dal 93,23% del 2017 all’80,48%, di poco superiore all’80% che il decreto pone come limite massimo alla spesa; l’indicatore di spesa di indebitamento è nel 2018 pari all’1,02% notevolmente inferiore al limite massimo del 15% previsto dal decreto".

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