Cassino, Di Mambro e D'Alessandro all'attacco contro Salera: meno spot, più correttezza

L'ex sindaco e l'ex consigliere, ideatore della Legge a tutela dei malati di tumore, replicano sulla questione conti, Nocione, FCA e Tiberina

Carmine Di Mambro

Inizia con non poco sarcasmo l’intervento dell’ex Sindaco Carlo Maria D’Alessandro e dell’ex Consigliere Comunale Carmine di Mambro sulla prima uscita del neo Sindaco su bilancio e sulla questione Nocione.

“Cosa ci sarebbe di relativo nei 5 mln lasciati dal commissario? Subito detto! La certezza che quando lasciai la cassa al commissario Basile i milioni erano più di 6, a testimoniare che la nostra azione di governo era stata incisiva, considerando che mai avevamo utilizzato negli anni di nostra competenza esclusiva, l’anticipazione di cassa. Di relativo c’è il fatto che al mio insediamento il 21 giugno 2016 nelle casse ho trovato molto meno di quanto abbia lasciato ovvero €.51,32 (!) e, di li a sei giorni, avrei dovuto pagare circa mezzo milione di stipendi dei dipendenti che di certo non potevo coprire con io poco più di 50 euro lasciati da Salera” precisa D’Alessandro.

“Quindi la teoria della relatività, in questo caso, può essere messa da parte perché va utilizzata con criterio da chi, avendola studiata, la conosce a fondo e non improvvisarla. Di certo, invece, esiste la circostanza che per lasciare soldi in cassa, e parlo di milioni, ci vuole coraggio e rispetto per la città, ed io ne ho avuto. Nel 2016 invece non fu così!”

“Infine – conclude D’Alessandro – sulla crisi FCA e sullo sciopero Tiberina potrebbe chiamare il suo amico del PD Matteo Renzi, che venne a Cassino da presidente del consiglio promettendo 1.800 posti di lavoro, dimenticando di dirci che erano in diminuzione e non in aumento.”

Di Mambro, invece, attacca sulla questione Nocione. “Che esista quella discarica lo sanno tutti da anni e soprattutto chi, come Salera, nei primi anni duemila era uno dei consulenti del Sindaco Scittarelli e successivamente ha governato come assessore per cinque anni, fino al 2016. Con la nostra amministrazione, grazie anche a un lavoro di squadra , abbiamo portato a Cassino i soldi necessari per la caratterizzazione dei rifiuti estratti e, trattandosi di una zona interdetta e sotto sequestro, avevamo concordato con l’autorità investigativa le modalità di ricopertura degli scavi effettuati dalla GDf per conto della Procura. Per cui niente di nuovo all’orizzonte ma solo la logica prosecuzione del nostro encomiabile lavoro, ringraziando le associazioni di ambientalisti e soprattutto Edoardo Grossi e Salvatore Avella che si sono battuti con noi, e non mi sembra di aver mai visto il neo sindaco, fin dal 2011 quando era assessore e durante il nostro mandato, su questi posti a vigilare con noi” ha concluso Di Mambro, testimone ormai da anni della lotta per l’ambiente e la sanità.

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