I 5 castelli da visitare in Ciociaria

Tra leggende, nobiltà, storia e fantasmi la provincia di Frosinone è custode di maestose costruzioni da non perdere!

La Ciociaria è un territorio ricco di castelli suggestivi, tenebrosi e da visitare! Tra leggende, fantasmi, storia e antiche tradizioni riportate fino ai nostri giorni ecco i nostri consigli su quelli da vedere:

Il Castello di Fumone e i suoi...fantasmi

La storia del castello di Fumone ha origini antichissime. Sin dagli albori Fumone fu importante vedetta e luogo di comunicazione. L’altura di  800 mt ove è collocata la cittadina si trova in una posizione di straordinaria importanza strategica a dominio sull’intera valle del Sacco. Il nome di Fumone nasce proprio dall’antica funzione di comunicazione e con  segnali di fumo che annunciavano le invasioni di nemici provenienti da sud e diretti a Roma. Il castello fu usato come prigione pontificia per illustri personaggi: nel 1295 vi fu rinchiuso, da Bonifacio VIII ed ivi morì, Celestino V unico Papa della storia che rinunciò dopo pochi mesi alla Tiara. Nel 1584 la famiglia dei marchesi Longhi De Paolis acquistò il castello trasformandolo in dimora principesca ed ancora oggi lo possiede. Dal 1990 è aperto al pubblico. Se esistono i fantasmi, il Castello di Fumone ne è certamente un covo! Si favoleggia che ne esistano almeno diciotto! Uno dei misteri del castello di Fumone è quello legato alla morte del marchesino Francesco Longhi, avvenuta alla metà del 1800. In varie epoche la gente del posto ha raccontato di aver sentito provenire dalle finestre del castello disabitato pianti e lamentele, probabilmente quelle della madre di Francesco, la Duchessa Emilia Caetani nel suo disperato dolore. In ogni caso, il piccolo corpicino imbalsamato di Francesco Longhi, è ancora custodito in un secretaire nell' Archivio del Castello, e probabilmente anche lui è tra i fantasmi che lo popolano. Si racconta di luci che a volte si accendono da sole, di mobili spostati, di oggetti misteriosamente scomparsi per poi essere ritrovati altrove, di un pesante lampadario di ferro battuto crollato durante una notte d'estate su di un tavolo colmo di bicchieri di cristallo. Ce la farete a visitarlo?

Per maggiori  informazioni http://www.castellodifumone.it/

Castello dei Conti di Ceccano tra prigione e vetrina di cultura

La storia del Castello ceccanese attraversa tre fasi. La prima fase è quella medioevale in cui la rocca fu centro della grande Signoria dei conti de Ceccano che si estendeva a cavallo dei due opposti versanti dei monti Lepini. La seconda fase è  legata al dominio della famiglia Colonna, subentrata nel 1523 ai de Ceccano. In questo periodo la fortezza fu adibita a carcere. Nel 1734 Fabrizio Colonna decise di trasferire a Ceccano il Tribunale Generale dello Stato di Pofi e la struttura fu ampliata. Nella terza fase, alla fine del XIX secolo, il castello fu restaurato per opera dell'architetto Antonio Cipolla. Dopo la chiusura del carcere nel 1973, il castello rimase per circa trent'anni abbandonato fino a quando, nel 1998, venne acquistato dall'Amministrazione Comunale tramite un'asta pubblica. Oggi è aperto al pubblico nei fine settimana e ed è visitabile gratuitamente grazie agli accompagnatori preparati e cortesi dell’associazione Cultores Artium che vi faranno fare un vero e proprio tuffo nel passato! Nelle sale del primo piano a tutt’oggi vengono organizzati numerosi convegni e manifestazioni culturali di alto livello. Un palazzo che si erge in tutta la sua maestosità e da cui si domina tutta la valle.

Per prenotare una visita del castello contattare l'associazione Cultores Artium al numero di telefono 371/1419131, via mail all'indirizzo cultores.artium@gmail.com, oppure via facebook tramite la pagina ufficiale Castello dei conti de Ceccano.

Castello di Monte S. Giovanni Campano e la leggenda di S. Tommaso D'Aquino

La costruzione del castello risale alla fine del X secolo. L'8 aprile del 1157 entrò in possesso dei conti d'Aquino, vassalli di papa Adriano IV e nel 1184 fu danneggiato gravemente da un terremoto. Nel 1244-1245 vi fu rinchiuso dai familiari San Tommaso d'Aquino. Il Santo venne tenuto prigioniero dai suoi familiari nel castello per due anni allo scopo di distoglierlo dalla vocazione religiosa. Secondo la tradizione durante la prigionia, i suoi fratelli introdussero nella sua stanza una giovane donna saracena discinta e provocante, ma il Santo la scacciò con un tizzone ardente. In seguito cadde in un sonno profondo, durante il quale gli comparvero in sogno due angeli, che lo cinsero con il cordone della castità, liberandolo per sempre dagli istinti sessuali, affinché potesse dedicarsi completamente agli studi teologici. San Tommaso riuscì a sfuggire alla prigionia calandosi con una corda da una finestra sul lato del castello sovrastante la chiesa di Santa Margherita. Una delle due stanze in cui venne rinchiuso il santo nel XVI secolo è stata trasformata in cappella.

Per conoscere gli orari e i giorni di visita del castello contattare  il Centro Guide Cicerone:
Tel. +39 0775.21.14.17
Cell. +39 349.49.81.226
Sito Web: www.guidecicerone.it

Il Castello Boncompagni Viscogliosi di Isola del Liri e la sua cascata

Il Castello di Isola del Liri, oggi monumento nazionale, è uno dei complessi architettonici tra i più imponenti e meglio conservati di tutta la Provincia di Frosinone. Citato in una pergamena del 1100, appartenne in origine alla Chiesa, poi ai Duchi della Rovere e, verso la fine del 1500, passò ai Boncompagni. I Della Rovere infatti rimasero nel castello fino al 1579 anno in cui Papa Gregorio XIII comprò l'intero ducato di Sora anche per adeguare il censo del figlio Jacopo Boncompagni a quello della di lui moglie Costanza dei Conti Sforza di Santa Fiora.  Nel 1850 fu venduto a Giuseppe Polsinelli che ne sviluppò l'uso industriale trasformando gli splendidi saloni in sale per la tessitura, la filatura e la tintura della lana. Nel 1924, in abbandono, fu acquistato dall'ing. Angelo Viscogliosi che riuscì a sfruttare la cascata per ricavare energia elettrica utile alla cartiera di famiglia posta a meno di un chilometro di distanza. A lui si deve la rinascita del castello, la reinvenzione dei giardini, e perfino il salvataggio della Cascata Verticale, il cui letto si stava praticamente sgretolando. Oggi il castello è ancora abitato dalla famiglia Viscogliosi ma spesso si organizzano eventi privati all’interno delle sue splendide sale.

Per informazioni: https://www.castelloboncompagniviscogliosi.it/index.html

Castello Caetani, Trevi nel Lazio

Non esiste una datazione storica del castello, ma probabilmente fu fondato intorno all’anno Mille. Il periodo di massimo splendore ci fu quando divenne di proprietà di Pietro Caetani, fratello di Bonifacio VIII. Nel 1473 Trevi tornò al monastero di Subiaco ed il castello divenne sede della Curia. Con il passare del tempo le abitazioni del borgo si addossarono alle sue mura, riducendone notevolmente le potenzialità difensive. Nel 1915, dopo il terremoto, con la ricostruzione dell’abitato, una parte del castello venne inglobata nelle case adiacenti. Da allora la Rocca è stata completamente abbandonata con il conseguente crollo di alcune porzioni di murature e di tutti i solai lignei. Nel 1984 iniziarono i lavori di restauro. Il castello è aperto al pubblico e visitabile in tutta la sua maestosità e bellezza.

Per maggiori informazioni http://www.comune.trevinellazio.fr.it/castello-caetani/

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