La Ciociaria e i suoi fantasmi: le tre leggende più famose

Tra Vicalvi, Ferentino e Fumone numerose sono le storie di fantasmi ed apparizioni misteriose: da Alejandra Maddaloni e Emilia Caetani Longhi al piccolo marchesino Francesco fino alla casa 'infenestrabile'

Interno del Castello di Fumone

Numerose sono le storie di fantasmi e misteriose apparizioni che coinvolgono la Ciociaria. Tra le più famose ritroviamo quella del Castello di Vicalvi e della nobildonna Alejandra Maddaloni con i suoi giovani amori, i misteri del castello di Fumone e della scomparsa del marchesino Francesco fino alla casa 'infenestrabile' di Ferentino. Ecco tutti i loro segreti:

Alejandra Maddaloni, Vicalvi

A Vicalvi, si tramanda da ormai molti secoli una vicenda risalente al XV secolo risalente a quando la città era sotto il controllo del Regno di Napoli e degli Aragonesi. La leggenda vuole che nel castello, in quel tempo, risiedesse una donna di nome Alejandra Maddaloni, moglie di un nobile spagnolo il quale, a causa della guerra contro gli angioini, era costretto spesso lontano da casa, ragion per cui sua moglie iniziò ad adescare giovani e vigorosi uomini locali, promettendo loro in cambio una notte di passione. Costoro, una volta consumato l’atto d’amore, sparivano senza lasciare traccia. Alejandra poteva contare sui servigi di un complice fidato che si occupava di cancellare ogni traccia del tradimento. Iniziarono presto a girare in paese diverse voci sul suo conto e si verificarono casi di ritrovamenti di cadaveri orribilmente sfigurati. A quel punto suo marito, uomo onesto e giusto, decise di avviare un’indagine sulle deplorevoli azioni della moglie e, appurata la verità, l’uomo, devastato dal dolore, la fece rinchiudere in una delle torri del bastione, dove venne prima incatenata e poi murata viva. Da allora, pare che la sua anima infesti il luogo, ancora in cerca di giovani virgulti da sedurre. I resoconti dei testimoni delle sue apparizioni parlano di una dama dai capelli corvini e di nero vestita, bianca come la porcellana.

Castello di Fumone

Secondo alcuni pare che nel castello di Fumone vaghi, senza pace, il fantasma di Emilia Caetani Longhi . Nel diciannovesimo secolo infatti la vita di Emilia fu sconvolta da un grave lutto, la morte del figlioletto Francesco di soli 3 anni. Il fantasma avvistato dai visitatori della Rocca di Fumone sarebbe quello della donna, che senza tregua vaga per il castello. Secondo altre invece pare che sia proprio il fantasma del piccolo marchesino Francesco Longhi lo spirito che si aggira nella nobile dimora. Secondo la leggenda infatti, il bambino morì crudelmente avvelenato dalle sue sette sorelle le quali gli avrebbero somministrato dell’arsenico. Le marchesine, avrebbero aumentato lentamente e gradualmente le dosi, per motivi di eredità, poiché il fratellino, unico maschio, avrebbe ereditato tutto il patrimonio di famiglia. La marchesa Emilia Caetani Longhi stravedeva per il piccolo creando una profonda gelosia tra le figlie femmine. Con quelle progressive dosi di arsenico, il piccolo Francesco spirò tra atroci sofferenze all’età di soli tre anni. La nobildonna per rendere il suo dolore meno acuto fece imbalsamare il corpo del marchesino che ad oggi è ancora esposto in una teca all’interno del castello con tutti i suoi giochi. La donna non si rassegnò mai alla perdita e per tutta la vita lo trattò come se fosse ancora vivo, vestendolo, spogliandolo, lavandolo e piangendo sul suo corpo e non solo, fece ‘vestire’ a lutto il castello coprendo ogni immagine ed ogni quadro che ritraesse situazioni felici. Altri fantasmi sembra infestino la rocca e pare siano quelli dei prigionieri anticamente rinchiusi nelle segrete del castello.

La casa infenestrabile, Ferentino

Anche a Ferentino, da qualche anno, girano voci sull’esistenza di una casa, in via di costruzione, cui non sia possibile montare le finestre. Ogni volta che le imprese incaricate per il montaggio degli infissi tornano sul luogo infatti le misure delle finestre non sono mai coincidenti con quelle prese in precedenza. L’abitazione sorge al  km 68.700 tra Ferentino e Anagni, e le storie legate ad essa generano ancora numerose perplessità fra i cittadini ed i curiosi. Ci sono varie teorie formulate dagli abitanti del luogo in merito agli 'invisibili inquilini' che potrebbero ancora dimorare senza pace tra le mura di questa casa: c’è chi dice che, tempo fa, una coppia di amanti si sia appartata nei pressi della costruzione in cerca di un nido d’amore venendo poi ritrovata carbonizzata il giorno seguente, altri sostengono che durante la guerra, nel bel mezzo della ritirata tedesca dall’Italia centrale, l’edificio venne utilizzato dai nazisti come avamposto e che al suo interno si siano verificati alcuni atroci fatti di sangue. Ci sarebbero poi altre due teorie: una riguarderebbe un gruppo di soldati e fuorilegge che, probabilmente intorno al secondo dopoguerra, si riunivano in quel posto per “giocare” alla roulette russa, pratica che avrebbe portato un gran numero di persone alla morte e forse impedito al vincitore di questo sadico  gioco di ottenere benefici dal possedimento dello stabile, l’altra parlerebbe invece di una ragazza alla quale sarebbe capitata una terribile e non meglio precisata disgrazia sul posto e che sarebbe apparsa misteriosamente ad alcuni ladri che volevano violare la casa.

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