Decreto sicurezza, Battaglini si dissocia da Decaro: "Anci deve essere super partes"

Il vice presidente Anci Giovani attacca il presidente Anci per la sua battaglia contro il ddl: "Mi auguro che sia un'iniziativa personale e non legata all'associazione dei comuni"

Continua ad infiammarsi la discussione sul Decreto sicurezza, il provvedimento fortemente voluto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ridefinisce anche la materia delle regolarizzazioni delle migrazione, e che in questi giorni ha dato vita ad una vera e propria rivolta dei sindaci guidata dal sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando.

Anche i sindaci, e non solo, della provincia di Frosinone hanno espresso il loro punto di vista. Fra tutti il primo cittadino di Frosinone Nicola Ottaviani che, nel suo intervento contro i sindaci "ribelli", ha sottolineato che una legge, in quanto tale, deve essere sempre applicata a prescindere dal gusto personale; sulla stessa lunghezza d'onda anche il sindaco di Cassino D'Alessandro. Di parere contrario invece il sindaco di Ceprano, Marco Galli, di Alatri, Giuseppe Morini.

La battaglia di Decaro

Non è poi mancato il punto di vista del vicepresidente Anci Giovani Samuel Battaglini, che al di là del dibattito sui contenuti del decreto, ha focalizzato la sua attenzione sulla battaglia di Antonio Decaro, presidente Anci, condotta contro il ddl assieme ad altri sindaci di centrosinistra. "Spero sia una iniziativa del tutto personale e non legata all'associazione nazionale dei comuni italiani. - dichiara Battaglini - Se Orlando parla di ipotetici ritorni al Fascismo la cosa non mi meraviglia, d'altronde è lo stesso che anni fa accusò il Giudice martire Giovanni Falcone di non saper svolgere il proprio mandato. Se invece a minacciare la rivolta ed il non rispetto di una legge dello stato è il presidente di ANCI, la cosa mi preoccupa. In questi mesi, attraverso il dialogo, l'associazione che rappresenta i comuni, ha ottenuto importanti riconoscimenti, non ultimi la riassegnazione dei fondi per le periferie e la reintroduzione dell'educazione civica a scuola.

Sopra le parti

Ora, sul ddl sicurezza, si potrebbe discutere e porre al centro del dibattito delle questioni, ma in questo caso è chiaro che la strumentalizzazione è politica ed ANCI ha il dovere di rimanere super partes dal punto di visto politico. Proprio qualche settimana fa, in qualità di vicepresidente di ANCI giovani, su segnalazione di alcuni amministratori del frusinate, ho segnalato a Decaro che lo Sprar non veniva rispettato e che per questo motivo molti comuni, sentendosi abbandonati, minacciavano di uscire da ANCI; ovviamente non ho ottenuto alcuna risposta. Se questi Sindaci di sinistra hanno intenzione di proseguire sull'onda di una politica che più che accogliere ha creato una mercificazione dell'essere umano a vantaggio di alcune cooperative, facessero pure, ma abbiano la correttezza di non utilizzare il vessillo di ANCI".

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