Export, Frosinone tra le migliori province in Italia

Gli ottimi risultati sono stati registrati nei settori economici di articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici. Magliocchetti torna a parlare della creazione di un polo farmaceutico del Basso Lazio

Dal Rapporto Istat sulle esportazioni delle regioni italiane nel primo trimestre del 2019, si registra, da un lato la straordinaria performance del Lazio con un + 21% rispetto al 2018, risultando la seconda regione italiana, in assoluto, dopo il Molise. Dall’altra, nell’analisi provinciale dell’export in Italia, si segnalano le performance positive di Firenze, Latina, Frosinone, Bologna e Arezzo. Latina e Frosinone, dunque, ancora una volta, ai primissimi posti in italia per lo scambio di merci con i paesi esteri UE ed extra UE.

L'intervento di Magliocchetti

"Da rilevare, - fa osservare il consigliere comunale di Frosinone Danilo Magliocchetti -  che i migliori risultati sono stati ottenuti, anche nei primi mesi del 2019,  dai settori economici di articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici. Ora, è un fatto notorio che sia la provincia di Frosinone, che quella di Latina nel territorio Latina-Cisterna- Aprilia, ma anche la provincia di Roma, nello specifico a Pomezia, vantano una produzione chimico farmaceutica di assoluta eccellenza mondiale, grazie alla presenza di importantissimi e strategici marchi internazionali. 

Il polo farmaceutico

Per questo, mi convinco sempre di più e confortato dalla costanza dei numeri nel tempo, che la creazione di un polo farmaceutico del Basso Lazio, come detto con Roma, Latina e Frosinone, renderebbe l’intero territorio ancora più attrattivo, dal punto di vista degli investimenti e dello sviluppo. Ciò anche in considerazione delle importanti vie di collegamento, autostradali e ferroviarie, esistenti in quest’area, che consentirebbero rilevanti opportunità anche dal punto di vista della logistica.

In provincia di Frosinone, ad esempio, esistono delle aziende chimico farmaceutiche di grande rilevanza ed importanza, che producono farmaci innovativi per la cura delle malattie oncologiche. Metterle in rete, insieme a quelle presenti a Latina e a Roma, consentirebbe di sviluppare un centro nevralgico di eccellenza, con la creazione anche di un Centro Ricerche, in grado di promuovere l’innovazione dell’intera filiera, favorire la competitività con ricadute positive sull’occupazione. Il polo chimico farmaceutico del basso Lazio, sarebbe il più grande del centro Italia e potrebbe essere costituito dalla Regione Lazio, da Unindustria, dalle Università, dalla Città metropolitana di Roma, dalle Province di Frosinone e Latina  e, ovviamente, con il fondamentale contributo delle aziende private del settore esistenti nei 3 territori".

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