Ospedale Spaziani a due velocità. Bene neurochirurgia, male il pronto soccorso

Il principale polo ospedaliero della provincia presenta delle situazione molto positive ma anche il “consueto” problema del pronto soccorso perennemente affollato

Dalle notizie che arrivano in queste ultime ore possiamo dire che l’ospedale Spaziani di Frosinone è una struttura che viaggia a due velocità. Da una parte ci sono le belle notizie che arrivano dal reparto di neurochirurgia del dott. D’Andrea dove anche grazie all’arrivo di nuovi macchinari si sono potuto effettuare tre importanti operazioni per togliere dei delicati tumori in altrettanti pazienti. Dall’altra c’è la situazione al collasso, perenne, del pronto soccorso con i sindacati che ne chiedono una riorganizzazione totale seguendo nuovi e funzionali modelli.

L’arrivo dei nuovi macchinari a neurochirurgia

Come dicevamo con l’arrivo nei giorni scorsi del neuronavigatore, del microscopio operatorio “top di gamma” e del tavolo operatorio dedicato, la UOC di Neurochirurgia dell’Ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone diretta dal Dott. Giancarlo D’Andrea presenta standard tecnologici che la collocano ai massimi livelli tra le Neurochirurgie italiane. La Neurochirurgia della nostra ASL, essendo una struttura a valenza sovraprovinciale, di cui se ne avvertiva estrema necessità nella nostra comunità sanitaria, doveva disporre della tecnologia più moderna, efficace e sicura.

Le tre operazioni

Non hanno perso tempo l’equipe di Neurochirurgia ed i Responsabili del Blocco operatorio dello Spaziani a  mettere in opera i nuovi dispositivi con tre importanti e complesse procedure neurochirurgiche per asportare un tumore del tronco encefalico, un craniofaringioma e  per trattare chirurgicamente – primo caso in assoluto effettuato presso l’Ospedale di Frosinone – un aneurisma cerebrale. Non nasconde la propria soddisfazione il Dott.Giancarlo D’Andrea, Direttore della UOC Neurochirurgia: “Tutti e tre gli interventi sono andati  molto bene – spiega – sia all’atto operatorio che  nel decorso postoperatorio”.

Pronto soccorso al collasso

Dall’altra parte, invece, vi è la situazione di disagio e le criticità del DEA del Fabrizio Spaziani, ma anche degli altri Pronti Soccorso della provincia, continuano ad aggravarsi giorno dopo giorno con l’utilizzo dei medici generici, all’interno delle strutture ospedaliere che è solo un intervento tampone ma, nel lungo periodo, la situazione necessita di interventi strutturali ben diversi.Negli ultimi anni si è visto un aumento costante delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario, soprattutto però si è assistito ad un aumento delle prestazioni erogate dai DEA. Tanti sono i fattori che lo hanno determinato (aumento dell’età media della popolazione, aumento degli accessi ai P.S., limitata attività di filtro da parte dell’assistenza territoriale, non razionale allocazione delle risorse destinate all’assistenza sanitaria incluso l’offerta dei posti letto per ricovero) compresa la riduzione dell’offerta sanitaria sul territorio.

La nota della Cgil Frosinone Latina

“Questa criticità affligge la maggior parte dei P.S. e dei Dipartimenti d’emergenza della Regione Lazio che spesso convivono con il fenomeno del “boarding” (lo stazionamento dei pazienti presso il P.S. in attesa del ricovero nei reparti). Nella ASL di Frosinone – si legge in una nota delle Cgil - malgrado l’attivazione formale di alcune procedure per la gestione del sovraffollamento previste dal Piano Regionale per la Gestione dei Ricoveri il problema, purtroppo, non si è attenuato, anzi in alcune giornate si è addirittura accentuato, complice anche la riduzione dei P.S. sul territorio provinciale. Come FP CGIL abbiamo più volte sottolineato come il DEA dello Spaziani presenti una grave carenza di organico sia come personale medico che come personale infermieristico. Ad oggi, malgrado ci sia una prima presa d’atto nel Piano Triennale del Fabbisogno dell’Azienda, ancora non si intravede una soluzione a ciò.

La holding Area

Abbiamo più volte sollecitato anche l’apertura di una vera e funzionale Holding Area (un’area specifica, all’interno del reparto DEA, dedicata ai pazienti già ricoverati nei reparti di competenza ma che stazionano ancora nel P.S.) con funzionamento dalle 8 alle 20 per otto posti letto. Ad oggi , invece, la disponibilità dei posti letto viene comunicata giornalmente dal Bed Manager ed in numero inferiore alle otto unità ed insufficiente per le esigenze del DEA. La situazione viene aggravata anche dalle mancate dimissioni degli altri reparti. Non si può più tollerare, anche per la dignità dei pazienti stessi, che ci siano utenti costretti a stazionare nel DEA assistendo a casi in cui pazienti “intubati” restano in sala rossa per giorni. Oltre a denunciare quotidianamente questi disservizi, attraverso il Segretario della FP CGIL Medici di Frosinone Latina Dott. Virgilio De Balsis ed il Segretario Generale FP CGIL Frosinone Latina Giancarlo Cenciarelli, la FP CGIL trasmetterà oggi, alla Direzione Aziendale della ASL di Frosinone, la propria proposta di riorganizzazione del DEA dello Spaziani.

La proposta per riorganizzare il Dea

È necessario, prima di tutto, procedere a potenziare la dotazione organica del reparto. Ricordiamo all’Azienda che, ad aggravare la situazione, a breve, anche per effetto della finestra “quota 100” si potrebbe assistere ad un vero e proprio esodo di personale. Infatti da quanto risulta a questa O.S., sono circa 500 i dipendenti con età superiore ai 62 anni, quindi potenzialmente interessati al prepensionamento. A tale carenza va data risposta, assumendo personale e non ricorrendo a collaborazioni con utilizzo di Partite IVA.

È necessario ampliare gli spazi a disposizione del DEA e degli altri reparti, a tal proposito la FP CGIL propone di riconvertire ad uso dell’Ospedale i locali e le volumetrie della “Palazzina Q”, lo stabile che in passato occupava gli ambulatori e che oggi è in gran parte deserto. Con costi limitati si otterrebbero quei locali di cui ha tanto bisogno l’Ospedale, spostando alcuni reparti ed ampliando i reparti più in sofferenza.

Un nuovo modello

È necessario anche cambiare l’approccio organizzativo della presa in carico e gestione degli utenti del DEA. Sono molte le ASL, anche nella Regione Lazio, che hanno implementato il modello organizzativo che prevede le “fast track” ed il modello “See and Treat”. Nello specifico si snellisce il funzionamento del P.S. attraverso l’attivazione di percorsi dedicati e, in taluni specifici casi (determinati sulla base di protocolli ben definiti) i pazienti vengono trattati direttamente dal personale infermieristico con l’ausilio dello specialista. Sarebbe una rivoluzione copernicana rispetto al modello oggi in uso nel DEA dello Spaziani. Il nuovo modello, oltre ad avere un benefico risvolto sulle attese degli utenti, porterebbe anche ad un beneficio in termini di sicurezza per gli operatori e per i pazienti. Non è difficile spiegare come aumenterebbe la sicurezza di pazienti pediatrici o ginecologici, se il loro percorso, in caso di emergenza, fosse ben distinto e differenziato da eventuali utenti in stato di ebbrezza o psichiatrici. L’attivazione di un modello con “fast track” e “See and Treat” andrebbe supportato da un’attività formativa specifica, riguardante i nuovi protocolli d’intervento, ma non si tratterebbe di una novità assoluta nel panorama sanitario, ma bensì sarebbe l’allineamento della ASL di Frosinone con le tante buone pratiche che già sono in essere nel servizio pubblico nazionale”.

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