Contrasto alla prostituzione, rinnovata l'ordinanza nella zona Asi

Il sindaco di Frosinone ha nuovamente divulgato il provvedimento, con decorrenza dal 15 giugno e fino al 30 settembre 2019, contro le prestazioni sessuali a pagamento

Il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, ha rinnovato l’ordinanza per contrastare il grave intralcio alla circolazione stradale, alla pubblica incolumità e alla sicurezza urbana, ovvero il pericolo causato dai comportamenti connessi alla prostituzione nella zona Asi. Tali comportamenti possono offendere, inoltre, la pubblica decenza anche per le modalità con cui si manifestano, turbando gravemente il libero utilizzo degli spazi pubblici o la fruizione a cui sono destinati, oltre a rappresentare un elemento di pericolosità. Per questo motivo, il sindaco di Frosinone ha nuovamente divulgato il provvedimento, con decorrenza dal 15 giugno e fino al 30 settembre 2019, per esigenze di pubblica sicurezza e in tutto il territorio comunale, con il quale è fatto divieto a chiunque di porre in essere comportamenti diretti, in modo non equivoco o anche allusivo, ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo, oppure mediante abbigliamento indecoroso o che mostri nudità.

Divieti e sanzioni

La violazione si concretizza con lo stazionamento o l’appostamento della persona e l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi, e con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando la prostituzione.

È vietato chiedere informazioni a soggetti che realizzino comportamenti sopra descritti, così come si proibisce il concordare l'acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento. Se l'interessato è a bordo di un veicolo, la violazione si concretizza anche con la semplice fermata, al fine di contrattare con il soggetto dedito al meretricio. Le violazioni, in tal senso, comporteranno sanzioni da un minimo di 25 euro a un massimo di 500 euro. L'ordinanza vieta di eseguire manovre pericolose di intralcio alla circolazione stradale all'interno del sistema viario Asi, per motivi diversi rispetto all'entrata o all'uscita, al carico e allo scarico di merci, destinate alle aree in cui insistono le aziende e le attività industriali, commerciali o del terziario, ubicate in prossimità della sede stradale, pena le sanzioni amministrative pecuniarie indicate dal Codice della Strada.

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