80 dipendenti comunali pronti per andare in pensione. Niente nuove assunzioni ma ecco il turn over

I sindacati non sono d’accordo con la decisione del Sindaco Ottaviani e scatta lo stato di agitazione. Richiesto anche un incontro con il Prefetto

Nei giorni scorsi si è tenuta un’assemblea sindacale, indetta da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, con i lavoratori del Comune di Frosinone. Come è stato più volte annunciato sulla stampa dal Sindaco Ottaviani, l’Amministrazione sta portando avanti la scelta politica di non rimpiazzare il personale che andrà in pensione nei prossimi tre anni riducendo drasticamente il numero delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Frosinone. Quasi ad affermare che gli ottanta lavoratori che andranno in pensione siano inutili all’interno della macchina amministrativa.

“Il lavoratori hanno espresso il loro disagio – spiega in una nota Giancarlo Cenciarelli della FP Cgil, Raffaele Ercoli FP Cisl e Paolo Pandolfi PF uil - già ora la carenza di organico è altissima e a stento si riesce a mantenere l’erogazione dei servizi entro i termini di legge. Forse la Giunta Ottaviani, pensa che si possa ridurre di quasi il 30% la forza lavoro perché ritiene indolore per la cittadinanza la diminuzione dei servizi che per forza si avrà. Oppure il dubbio che può esserci è che la Giunta, senza dirlo pubblicamente, vuole esternalizzare parte dei Servizi. Come Organizzazioni Sindacali riteniamo sbagliate ed antieconomiche tali scelte, sia per il bilancio dell’Ente che per il servizio erogato ai cittadini. Il tutto anche perché, da parte dell’Amministrazione, non è stato condiviso nessun programma di rimodulazione e riorganizzazione del lavoro in previsione dei tagli previsti”.

Riteniamo che l’attacco al Servizio Pubblico sia solo demagogia spiccia che denota una visione talmente miope della politica tale da lasciare in macerie il Comune di Frosinone. Pertanto, assieme ai lavoratori abbiamo proclamato lo stato di agitazione ed abbiamo chiesto al Prefetto di convocarci congiuntamente con l’Amministrazione. Un Comune Capoluogo non può essere oggetto di privatizzazione selvaggia o peggio ancora ridotto a non poter erogare servizi degli ai propri cittadini”.

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