Le tre più belle Abbazie della Ciociaria

Da Montecassino alla Certosa di Trisulti fino a Casamari. I tesori della Provincia di Frosinone da non perdere

La Ciociaria è ricca di storia, di tradizioni, di località che sono delle vere e proprie 'perle' del territorio, tutte da scoprire! Le Abbazie sono uno di questi tesori da scoprire, conoscere, vedere al più presto. Magari si potrebbe approfittare di un fine settimana, di una festività, di una giornata di sole per scoprire il territorio che ci circonda.

Ecco i nostri consigli:

Abbazia di Montecassino

L’abbazia di Montecassino sorge sulla sommità del Monte Cairo, a 516 metri sul livello del mare e dal dicembre 2014 è in gestione al Polo Museale del Lazio. È il monastero più antico d'Italia insieme al monastero di Santa Scolastica. Fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia sul luogo di un'antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, ha subìto nel corso della sua storia un'alterna vicenda di distruzioni, saccheggi, terremoti e successive ricostruzioni. Venne infatti devastata dai Longobardi (580), dai Saraceni (883), da un terribile terremoto (1349) e il 15 febbraio del 1944, durante l’ultimo conflitto, fu rasa al suolo da un violento bombardamento degli Alleati. La ricostruzione, iniziata subito dopo la fine della guerra con la posa simbolica della prima pietra il 15 marzo 1945, ha mirato ad una riproduzione esatta delle architetture distrutte. Il restauro fu realizzato dal 1948 al 1956, sotto la direzione dell'ingegner Giuseppe Breccia Fratadocchi. San Benedetto raggiunse per primo l’Acropoli dell’antica Casinum sulla quale sorgevano numerosi templi pagani. Il Santo trasformò il Tempio di Apollo in Oratorio dedicato a San Martino, mentre sulla cima del monte eresse un altro Oratorio intitolato a San Giovanni Battista, che divenne il primo nucleo dell’attuale Basilica. Benedetto trascorse il resto della sua vita immerso nell’assistenza dei bisognosi, compiendo numerosi miracoli e scrivendo la storica “Regola”, redatta in 73 capitoli, nella quale ai tre voti di povertà, castità e obbedienza aggiunse anche l’obbligo del lavoro. Il motto Ora et Labora”, da allora è alla base del monachesimo benedettino. Il Santo si spense intorno al 547, pochi giorni dopo la morte della sorella Scolastica; le reliquie dei due santi sono conservate nella cripta sottostante il suntuoso altare maggiore della chiesa. Resta una delle Abbazie più famose del mondo meta ogni giorno di migliaia di pellegrini e visitatori ansiosi di vedere i chiostri, la cripta, la Basilica e il Museo.

Per maggiori informazioni http://www.abbaziamontecassino.org/abbey/index.php

Abbazia di Casamari

Nel territorio del comune di Veroli, a 9 km dal centro, sulla via Maria, sorge l'abbazia di Casamari. Essa fu edificata sulle rovine dell'antico municipio romano denominato Cereatae, perchè dedicato alla dea Cerere. Il nome Casamari è di origine latina e significa "Casa di Mario", patria del console romano Caio Mario, celebre condottiero, nemico di Silla. L'abbazia fu costruita nel 1203 e consacrata nel 1217. E' uno dei più importanti monasteri italiani di architettura gotica cistercense. L'abbazia di Casamari è divenuta nel tempo sede di varie attività che vedono impegnati i monaci oltre che nella preghiera, anche nell'insegnamento presso l'Istituto San Bernardo, fondato nel 1898 internamente all'abbazia. All’interno c’è la farmacia, la liquoreria, il restauro dei libri, la biblioteca e il museo archeologico. La farmacia interna è composta di un erbarium botanicum o hortus botanicus e di un armarium pigmentariorum la cui data di fondazione è incerta, ma si ipotizza il 1760. La liquoreria interna è stata ideata fra il Settecento e l'Ottocento. La tipografia è stata inaugurata nel 1954 e stampa anche testi scolastici. Il museo e la pinacoteca sono situati nella parte opposta alla chiesa partendo dal chiostro. Le sale duecentesche ospitano vari reperti tra cui spicca il resto di una zanna di elephas o Mammuthus meridionalis (sorta di elefante o mammuth nano presente nella nostra penisola in epoca glaciale), oltre ad alcuni reperti di epoca romana. La spiritualità della comunità monastica di Casamari è realizzata in comunione di ideali, di vita e di beni all'interno della clausura dei monasteri, sotto la responsabilità dell'abate. In un'atmosfera fatta di silenzio e di raccoglimento la giornata è articolata, in modo armonico, in tre momenti complementari per un sano equilibrio psico-fisico: l'opus Dei, la lectio divina, il labor manuum.

http://www.casamari.it/3/index.php/it/?jjj=1554298702815

La Certosa di Trisulti

La Certosa è riconosciuta monumento nazionale con Decreto ministeriale del 17 luglio 1879. Dal dicembre 2014 la sua gestione è curata dal Polo Museale del Lazio. È collocata tra boschi di querce, nella cosiddetta Selva d'Ecio, alle falde del monte Rotonaria, a 825 metri di altezza, nel territorio di Collepardo. Una prima abbazia benedettina fu fondata nel 996 da S. Domenico di Sora: di essa restano alcuni ruderi a poca distanza dall'odierno complesso. L'abbazia attuale fu costruita nel 1204 nei pressi della precedente per volere di papa Innocenzo III dei conti di Segni e fu assegnata ai Certosini. Il nome Trisulti deriva dal latino tres saltibus che è il nome con cui veniva chiamato un castello del XII secolo gestito dai Colonna e che dominava i tre valichi (i "salti") che immettevano rispettivamente verso l'Abruzzo, verso Roma e verso l'area meridionale dello Stato della Chiesa. Tale castello è andato distrutto, ne rimangono solo alcune rovine. In seguito il nome si estese a tutta la zona situata su tre appendici (tres saltibus) del monte Rotonaria. Il complesso nel corso dei secoli è stato ampliato e modificato più volte, e si presenta attualmente con forme essenzialmente barocche. Nel 1947 è passato alla Congregazione dei Cistercensi di Casamari. Per entrare nella certosa, racchiusa da mura, bisogna varcare il grande portale sormontato da un busto di San Bartolomeo, opera di Jacopo Lo Duca, allievo di Michelangelo Buonarroti. Sopra di esso si apre una caditoia che rievoca lotte di altri tempi. Nel piazzale principale si trovano l'antica foresteria romanico-gotica detta "palazzo di Innocenzo III", che si caratterizza per il portico e la terrazza e che ospita un'antica biblioteca (36.000 volumi), e la chiesa di San Bartolomeo.  Gioiello della Certosa è la Farmacia dove si possono vedere i vasi in cui erano conservate le erbe medicamentose e i veleni estratti dai serpenti. Essa fu realizzata nel secolo XVIII, ma da sempre i monaci della Certosa hanno raccolto sulle montagne circostanti erbe con cui preparare medicamenti o unguenti. Ancora oggi permane la produzione di liquori tradizionali.

http://www.dignitatishumanae.com/index.php/trisulti-2/

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