Il ricordo di Nadia Toffa: quella volta che parlò dei tumori della Valle del Sacco

Un servizio molto articolato delle Iene che forse la segnò fortemente nel rapporto con la malattia che poi ha dovuto affrontare con tutte le sue forze

La morte di Nadia Toffa, personaggio televisivo, conduttrice e giornalista delle Iene, è la notizia che ha scosso questa calda giornata di metà agosto. Nadia con il suo viso pulito e con la sua grinta si era imposta al grande pubblico per i tanti servizi fatti con la “divisa” delle Iene, la nota trasmissione televisiva delle reti mediaset. Tra questi c’è anche quello fatto nel novembre del 2017 su veleni della Valle del sacco, l’ampia zona tra il sud della provincia di Roma ed il nord di quella di Frosinone, in cui per affrontò il tema della morte a causa dei tumori ed in cui le molte testimonianze raccolte, forse, la segnarono per sempre.

Il lungo servizio sulla Valle dei veleni

Un servizio molto lungo, durato oltre 14 minuti, in cui la Toffa ha incontrato la gente del posto che si sono ammalati di tumori o che hanno avuto amici o parenti morti a causa di questa malattia. Le dottoresse dei medici per l’ambiente della valle del sacco hanno parlato dell’aumento che si registra negli abitanti della zona dei tumori polmonari, alla prostata e mammella e che in alcuni casi sono anche più aggressivi del normale.

Le testimonianze

Molto toccanti le testimonianze di alcuni malati di tumore (tra questi anche un bambino con un tumore al cervello) e quelle del pastore che per diversi anni ha portato al pascolo le proprio pecore nella zona con i fusti tossici interrati, lo stesso allevatore che ha visto molti suoi animali morire in modo strano o dar vita a dei veri e propri mostri. E pensare che la zona inquinata compresa tra 19 comuni tra le due provincie è diventata SIN (Sito Interesse nazionale) ovvero tra quelle più pericolose d’Italia sono qualche anno fa grazie alle battaglie portate avanti da molte associazioni ambientaliste. La bonifica Arpa 1 è terminata mentre su Arpa 2 sono troppe le incertenze sulle tempistiche di avvio.

Forse proprio grazie a queste tesstimonianze Nadia è riuscita ad affrontare la sua malattia che oggi l’ha portata alla morte con il sorriso sulle labra cercando, fino all’ultimo di dare conforto alle tante, troppe, persone malate del male del secolo.

Ciao Nadia

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