Rifiuti, iniziata la protesta contro il V bacino della discarica di Roccasecca

Dopo la decisione del Consiglio dei Ministri che ha autorizzato lo stoccaggio a 14 mesi, sindaco e cittadini pronti alle “barricate”

Il problema dei rifiuti di Roma dopo aver interessato il nord della Ciociaria ed il sud della provincia di Roma ovvero la discarica di Colle Fagiolara a Colleferro per tutto il 2019, sito che chiuderà il 31 dicembre, sembra essere avviato a spostarsi nel sud del frusinate e per la precisione a Roccasecca e nella discarica di Cerreto gestita dalla Mad.

La conferenza dei servizi per la discarica di Cerreto

Nella conferenza dei servizi in regione qualche giorno fa vi era all’ordine del giorno proprio la realizzazione del “V Bacino”, adiacente la discarica di Cerreto, per il quale il Consiglio dei ministri ha autorizzato lo stoccaggio limitatamente a 14 mesi, fino alla prossima estate.

Il ricorso respinto dal tar

Qui presenti sindaci e delegazioni delle associazioni di cittadini, è però spuntata fuori la “grana” della titolarità dei terreni, rivendicata dalla società Mad, che vuole realizzare il “V Bacino”. Terreni sui quali il sindaco del Comune di Roccasecca, Giuseppe Sacco, ha avviato procedura di esproprio per la realizzazione di un’isola ecologica e l’apertura di un cantiere su una strada interessata da una frana.

La lettera del sindaco al presidente Mattarella

I cittadini, intanto, si sono organizzati con un presidio permanete davanti all’ingresso della discarica che andrà avanti finché non si avranno notizie certe

Le parole di Umberto Zimarri

“Una discarica che non ha più ragione di esistere, le solite “manine” che inseriscono emendamenti ad hoc sull’area, l’incapacità della politica regionale e romana nel trovare soluzione ad un problema ormai ventennale: così si può riassumere il quadro riguardo l’ampliamento della discarica di Roccasecca. Mi auguro solamente – spiega in una nota l’ambientalista Umberto Zimarri - che vengano rispettate le regole e le normative vigenti, perché se così sarà, non ci sarà nessun ampliamento. Può essere autorizzata una discarica in una zona franosa? No, certamente, no. Oltre al buon senso lo ribadiscono le norme giuridiche (D.Lgs. 36/03) che stabiliscono come non idonee le aree interessate da movimenti franosi. Alla luce, dunque, del recente evento franoso verificatosi nell’area (certificato da la discarica non risponde più a tali criteri. Semplice ed elementare. Invece abbiamo assistito a dei silenzi a dir poco preoccupanti o peggio ancora ai soliti “non è di mia competenza”, ma ovviamente non si capisce mai alla fine di chi è questa responsabilità.

Gli ambiti regionali

Politicamente poi siamo al paradosso assoluto: da una parte la Regione Lazio vara un nuovo piano regionale che prevede cinque ambiti territoriali ottimali, uno per ogni Provincia, e dall’altro siamo costretti a discutere ancora di una discarica che è al servizio di Roma Capitale. Nello scenario peggiore, e sottolineo peggiore, nei prossimi 5 anni la Provincia di Frosinone avrà bisogno di 147.243 metri cubi, a luglio 2019, la discarica per rifiuti non pericolosi MAD Srl- località Cerreto, snc – Roccasecca (FR) ha una volumetria residua utile di mc 119.263 e il progetto ne prevede 1 milione!

Mi piacerebbe capire, inoltre, come sia possibile ragionare su un progetto già presentato e discusso nell’autunno di quattro anni fa mentre le nuove direttive europee sono state redatte nel Luglio 2018. Cosa prevedono queste norme? Tra i numerosi provvedimenti, ne sottolineo due.  L’aumento della percentuale di rifiuti urbani riutilizzati e riciclati deve essere raggiungere almeno a 70% entro il 2030 ed il divieto verso il collocamento in discarica dei rifiuti riciclabili di plastica, metallo, vetro, carta e cartone e dei rifiuti biodegradabili entro il 2025 con la richiesta agli Stati membri di impegnarsi per abolire quasi completamente il collocamento in discarica entro il 2030.

Quindi come è possibile anche prendere in considerazione la costruzione del V Bacino? Non possiamo essere considerati la terra di nessuno, la terra sulla quale scaricare le colpe e le inefficienze di altri, quelli che vivono la parte sbagliata della storia, destinati per l’eternità a soffrire e a subire. E’ ora di dire basta.  Personalmente sostengo attivamente la protesta del Comitato Ambiente e Salute di Colfelice, e ritengo ci sia il massimo sostegno possibile a questa iniziativa da parte delle amministrazioni, delle associazioni e dei residenti”.

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