Sora, i 99 milioni per il nuovo ospedale al centro del dibattito

Il consigliere provinciale Gianluca Quadrini dice la sua: "Più di un nuovo scatolone è necessario riempire quello che abbiamo”

“Investire 99 milioni di euro per costruire una nuova struttura ospedaliera a Sora anziché potenziare quello esistente, sembra una scelta poco logica. Tutti litigano in questi giorni per prendersi i meriti per la costruzione del nuovo nosocomio, ma i meriti di cosa? Più di un nuovo scatolone quello di cui si ha bisogno è riempire quello che abbiamo già. – è il commento del consigliere provinciale e presidente della XV Comunità Montana Valle del Liri ing.Gianluca Quadrini sugli investimenti previsti per il nuovo ospedale della città volsca.

Da destinare per il personale

“Questi soldi, infatti, permetterebbero di assumere nuovo personale sia medico che infermieristico, e questo permetterebbe una fruibilità del lavoro molto più agevole. La mancanza di personale medico, i pensionamenti che non vengono rimpiazzati, lentezze burocratiche sono problematiche croniche alle quali si dovrebbe mettere mano prima di ogni altro tentativo di fantomatica risoluzione. Del resto, la difficoltà legata alla sostituzione di medici è anche dovuta al numero chiuso delle università, che porta quindi alla mancanza di specializzazioni che vengono sempre meno. Quindi si fanno meno contratti e allora il problema non è dell'ospedale in sé, ma della scatola che va riempita.

Il gigante vuoto

L’attuale struttura, il mastodonte di località San Marciano, mezzo vuoto dopo i tagli avviati dal 2010, non deve essere abbandonato, visto che allo stato attuale comprende un bacino di utenti della Media Valle del Liri di oltre centomila persone. 
La provincia di Frosinone ha disperato bisogno di una vasta implementazione dell'offerta sanitaria e della riqualificazione di presidi, come quello di Sora, dove il personale possa lavorare in sicurezza e possa essere garantito al meglio il diritto alla salute dei pazienti.

Priorità all'oncologia

Non ci stancheremo come istituzioni di difendere la nostra sanità che deve essere la priorità di chi amministra il territorio e di chi ci rappresenta a livello regionale e nazionale. Occorre soprattutto potenziare reparti come l’oncologia visto l'incidere sempre più rilevante di malattie tumorali nella nostra provincia. Nonché fare in modo che in tempi stretti venga istituito lo stesso registro dei tumori da tempo atteso. Un gravissimo ritardo su un tema, attualmente, molto dibattuto soprattutto nella nostra provincia perchè come tutti sanno, tale strumento, già attivo da tempo in diverse regioni d'Italia, è fondamentale nel poter affrontare, con la giusta consapevolezza ed efficacia tramite l'inserimento e l'elaborazione dei dati epidemiologici, una patologia in costante aumento dovuto soprattutto a causa delle compromesse condizioni ambientali che purtroppo soggiacciono in diverse zone del nostro territorio.”

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