Accordo di Programma per SIN Bacino del fiume Sacco: ora bisogna pedalare

La nota dell’associazione ambientalista Civis dopo la notizia dei giorni scorsi della tanto attesa firma in Prefettura

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FrosinoneToday

Civis esprime soddisfazione per la firma –tanto attesa- dell’Accordo di Programma fra Ministero dell’Ambiente e Regione Lazio che consente l’avvio dei primi interventi di caratterizzazione e messa in sicurezza di n.11 siti contaminati e di una bonifica, ricadenti del perimetro del SIN Bacino del fiume Sacco definito con il DM 321/2016.

Rispetto agli otto interventi indicati dal Ministero dell’Ambiente nel Novembre del 2017, ne sono stati inseriti altri quattro: uno nel Comune di Ceccano, uno nel Comune di Paliano e due nell’area industriale di Colleferro.

Inoltre, in aggiunta alla nuova indagine ambientale su alcune parti delle fasce ripariali del fiume Sacco ed al monitoraggio dei pozzi e delle acque (già previsto fin dal Novembre 2017), fra le attività che l’Accordo dovrà attuare è stato inserito lo studio epidemiologico delle popolazioni residenti nella Valle del Sacco, studio che era stato approvato dalla Regione Lazio con la DGR n.228 del 16.05.2017 e che giaceva dimenticato nei cassetti dell’amministrazione regionale, nonostante tutti i solleciti, le istanze e le diffide delle associazioni di cittadini.

 Qualche perplessità permane in merito al Comitato di indirizzo e controllo ed ai suoi poteri e strumenti tecnico-amministrativi; Comitato la cui composizione vede la presenza di Ministero, Regione, Arpa Lazio ed Ispra, rimanendone esclusi gli enti territoriali ovvero Comuni e Province che potranno intervenire solo nelle conferenze di servizi, senza possibilità di essere consultati ed informati sulle strategie e decisioni sugli interventi.

E manca ancora, seppure promesso nell’incontro nella sede della Provincia di Frosinone il 20 dicembre u.s., il “Protocollo Operativo per le Indagini Ambientali preliminari, strumentoindispensabile per autorizzare gli interventi edilizi e produttivi che ricadono nel perimetro del SIN, e per dare uniformità e certezze temporali alle attività delle pubbliche amministrazioni e degli operatori privati dei settori economici coinvolti; il 20 Febbraio 2019 si è svolto un incontro tecnico presso il Ministero dell’Ambiente il cui esito non è noto, come non sono noti i tempi di emanazione del provvedimento.

 L’AdP per il SIN Bacino del fiume Sacco è quell’impegno chiaro e formale che si attendeva da tempo; non è, però, il termine dell’azione ma solo l’inizio.

Ora è necessario realizzare gli interventi previsti ed il cronoprogramma degli stessi: le pubbliche amministrazioni coinvolte, i loro uffici ed i loro rappresentanti, in particolare la Regione Lazio quale soggetto attuatore, debbono “pedalare” -e tanto- per conseguire gli obiettivi fissati dall’AdP.

La nostra associazione continuerà a seguire costantemente l’iter delle bonifiche, come ha fatto fino ad oggi, e se sarà necessario insisterà con estrema determinazione per il rispetto degli impegni: nessun ulteriore ritardo è tollerabile.

Nell’elenco degli interventi finanziati e da avviare nei prossimi mesi è inserita la caratterizzazione e messa in sicurezza della ex Cartiera di Ferentino; è un risultato importante per raggiungere il quale l’associazione Civis ha collaborato con l’amministrazione comunale fin dal 2016.

Appena concluse le opere di risanamento del sito -che seguiremo attentamente partecipando al procedimento amministrativo- riproporremo il progetto di riutilizzo e recupero dell’area già illustrato pubblicamente nell’Aprile dello scorso anno (http://www.civisferentino.eu/aprile-2018.html#04-15-2018_01).

Infatti, il risanamento ambientale è solo una parte dell’azione che va svolta per i siti contaminati: occorre conseguire il recupero degli stessi ad usi pubblici o per attività private per attuare concretamente il rilancio del nostro territorio; con la ex Cartiera di Ferentino vogliamo creare un precedente virtuoso e replicabile.

Infine, togliamo un paio di sassolini dalle scarpe.

Subito dopo la firma dell’AdP e nei giorni successivi, abbiamo pensato che fossero tornati di moda il borsalino ed il panama, tanti erano “i cappelli” che una pletora di politici, amministratori e associazioni ha piazzato sul SIN Bacino del fiume Sacco e sui 53 milioni di euro per il finanziamento degli interventi.

Molti di coloro che hanno sfacciatamente rivendicato meriti inesistenti, non sanno cos’è un sito d’interesse nazionale per la bonifica.

Nessuno ha ringraziato chi, invece, ha una bella fetta del merito del risultato oggi conseguito: l’Ing. Laura D’Aprile -già dirigente della Divisione Bonifiche del MATTM- ed il suo staff sono coloro i quali in quattro anni di duro lavoro hanno definito il nuovo perimetro del SIN, hanno elaborato i primi interventi ricompresi dell’AdP e –in particolare- hanno attuato una consultazione con tutti gli stakeholder che mai prima di allora era stata svolta dal Ministero dell’Ambiente. Se tutte le associazioni dei cittadini, inclusa la nostra, hanno potuto partecipare alle conferenze di servizi, essere informate delle decisioni, interloquire con le pubbliche amministrazioni interessate, presentare osservazioni ed ottenere chiarimenti ed indicazioni, è merito dell’Ing. Laura D’Aprile alla quale rinnoviamo i nostri ringraziamenti.

 A proposito di consultazione e partecipazione -secondo sassolino- Civis è fortemente contraria al “metodo” con il quale è stata svolta, in limine alla firma dell’AdP, una consultazione sui contenuti dello stesso.

Sabato scorso 2 Marzo, ad una lista imprecisata di associazioni è stata indirizzata una mail con la bozza dell’AdP e con la richiesta di elaborare osservazioni entro le ore 20 del giorno successivo; osservazioni da inviare obbligatoriamente ad una associazione “capofila” e da sottoporre ad un assessore comunale il quale avrebbe provveduto “a vagliare il testo” ed a “redigere un documento di sintesi” da inviare al Ministero dell’Ambiente.

Inoltre, la bozza dell’AdP era messa a disposizione delle associazioni con alcune “inderogabili condizioni”, fra cui l’impegno a non divulgarla alla stampa; e come invece era facilmente prevedibile, il testo dell’AdP è stato poi pubblicato da diversi media e quotidiani.

Orbene, Civis non ha delegato alcun soggetto esterno al sodalizio per rappresentarla nei procedimenti inerenti il SIN Bacino del fiume Sacco e tantomeno in una fase così delicata come la stipula dell’AdP; né ha riconosciuto alcuna associazione o altri soggetti come “capofila” con il compito di guida e coordinamento.

Appare assai inopportuno un simile modo di procedere alla partecipazione legittimandolo con il solo fatto di aver richiesto al Ministero ed alla Regione la condivisione del testo dell’AdP.

Per evitare polemiche inutili e vista l’importanza di conseguire la stipula dell’Adp, non siamo intervenuti; laddove si verificasse nuovamente una così evidente distorsione dei ruoli e delle competenze, non esiteremo ad adire il giudice competente.

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