COME IO LO VEDO: LA DROGA, UN SISTEMA CHE FINANZIA LA MALAVITA “UCCIDENDOTI”

In quest’ultimo periodo, sui giornali ed in televisione, abbiamo sentito parlare del problema della droga, diffusa tra giovani che sembrano, sempre più, in balia di questo “mostro”.

Ale Verrelli

In quest’ultimo periodo, sui giornali ed in televisione, abbiamo sentito parlare del problema della droga, diffusa tra giovani che sembrano, sempre più, in balia di questo “mostro”.

Tante le parole spese, tanti i giudizi espressi da persone che sfruttano queste situazioni per riempire le pagine dei quotidiani, per avere un argomento accattivante di cui parlare nei servizi dei notiziari o per discutere nei salotti dei Talk Show con ospiti più interessati al loro primo piano ripreso dalle telecamere che al problema affrontato.

La tematica ormai è di moda, e come ogni cosa sulla quale troppi si sentono in diritto di sentenziare, è scaduta nella generalizzazione e nel qualunquismo. È ingiusto affermare che tutti i giovani siano schiavi della droga come è utopico pensare che questa non sia un problema delicato ed attuale, ma esprimere giudizi arbitrari e generici su un argomento così complesso non è fruttuoso per nessuno, a parte che per chi ne sparla.

Dati ormai per assimilati i concetti riguardanti la dannosità di tutte le sostanze stupefacenti, degli effetti devastanti sul cervello e sul fisico tutto, bisogna anche dire che oggi il mercato di questi prodotti è totalmente gestito da associazioni malavitose che speculano, e ricavano miliardi, vendendo sostanze che distruggono le capacità intellettive.

Non volendo entrare nel merito della scelta, personale, di chi decide di drogarsi, vorrei però spingere a riflettere sul fatto che mentre ci si distrugge il cervello andandolo a danneggiare con questi prodotti, persone senza scrupoli arricchiscono sfruttando l’incoscienza o la leggerezza dei ragazzi.

Tralasciando che io ritenga privo di senso utilizzare una sostanza che vada ad inficiare le capacità cerebrali, la questione che mi preme evidenziare è che, acquistando droga, si finanziano Mafia, Camorra od organizzazioni dello stesso stampo.

Io vorrei che i giovani riflettessero sul fatto che per combattere le associazioni malavitose, per prima cosa, non bisogna esserne “complici”; non bisogna entrare in un circuito che permette loro di ricavare miliardi di dollari danneggiando i fisici e le menti di tante persone.

Rattrista pensare che, pur di ottenere gli effetti psicofisici che queste sostanze producono, si è disposti a regalare tanto potere a questi individui. Bisogna invece proteggere la propria salute e smettere di elargire denaro a chi “vende morte”. Uno slancio coscienzioso e anti-malavitoso è quello che può cambiare la situazione odierna, ricordando che il nostro cervello, la nostra intelligenza sono molto più preziosi dello “sballo”.

Alessandro Verrelli

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