Come io lo vedo: Segni, il semaforo del Pantano ed il pericolo per i cittadini.

Raramente le pagine di questa Rubrica sono state dedicate ad argomenti di cronaca o di politica locale. Se oggi ci troviamo, però, a riflettere sul problema del semaforo all’incrocio tra Via Consolare Latina e Via Torrita è grazie alle istanze di...

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Raramente le pagine di questa Rubrica sono state dedicate ad argomenti di cronaca o di politica locale.

Se oggi ci troviamo, però, a riflettere sul problema del semaforo all’incrocio tra Via Consolare Latina e Via Torrita è grazie alle istanze di una giovane, che per dovere morale e senso di responsabilità, ci ha chiesto con forza di denunciare la grave situazione di quel quadrivio.

Stesso dovere morale e senso di responsabilità che dovrebbero illuminare le azioni di chi amministra il Comune di Segni, andando a riparare uno strumento fondamentale per la sicurezza di ogni guidatore.

Ad un mese dall’incidente che ha sradicato il semaforo di Via Consolare Latina, però, constatiamo come ancora nessun intervento sia stato realizzato per accomodare i danni causati da quell’evento e quindi garantire, finalmente, il ripristino della sicurezza.

Che cosa si sta aspettando per intervenire? Mi vien da pensare che in questo paese si corra ai ripari soltanto dopo che qualcosa di grave sia accaduto.

Si continua a temporeggiare su degli interventi che invece non possono essere rimandati. Interventi su una strada che ogni giorno ha dei flussi di traffico altissimi, accentuati, da qualche giorno, anche dalla riapertura delle scuole superiori proprio al confine con il comune di Colleferro.

Centinaia di famiglie attraversano il crocevia del “Pantano”. Presto o tardi potrebbe accadere l’irreparabile. Potremmo perdere un figlio, un genitore, un amico. Come giustificherete ad un padre ed una madre la morte della loro creatura per l’assenza di un semaforo funzionante? Come spiegheremo a dei bimbi che i genitori sono volati in cielo perché quel maledetto semaforo non era ancora funzionante?

La questione è seria, e fortunatamente ancora nulla è accaduto. Adesso la scelta compete a chi ha il “potere di fare”.

Ricordiamoci però che con le parole e le vane promesse non si garantisce la sicurezza dei propri cittadini e con un semplice “riposa in pace” non ci si potrà lavare la coscienza.

Alessandro Verrelli

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