Malasanità, operato dopo un'ernia discale curata male. Risarcito con 300 mila euro

Un uomo delle zone a sud di Roma ha rischiato veramente tanto ed è stato costretto a rimanere su un letto di ospedale per molto tempo

Il caso che vi presentiamo riguarda la vicenda di un cittadino residente nelle zone a sud della Capitale e la sua disavventura presso una nota Azienda Ospedaliera romana. La nostra Associazione dei Consumatori, attraverso gli avvocati della Consulta Giuridica, assiste gli associati che hanno subito problematiche di Malasanità.

Correva l’anno 2015 allorquando al povero Signore, dopo aver effettuato una risonanza magnetica al rachide lombo-sacrale per l’insorgere di allarmanti dolori, veniva diagnosticata la presenza di una voluminosa ernia discale.

I sintomi di tale patologia si acuivano progressivamente fino a limitare sensibilmente i movimenti dell’arto inferiore sinistro, pertanto effettuava varie visite specialistiche presso il predetto presidio ospedaliero e nel mese di maggio dello stesso anno veniva ricoverato presso il reparto di Neurotraumatologia per poter essere sottoposto ad intervento chirurgico per l’asportazione dell’ernia discale.

Una volta dimesso, le condizioni di salute del malcapitato divenivano sempre più preoccupanti: dolori lancinanti ed intensi tali da pregiudicare completamente il normale svolgimento di ogni semplice attività quotidiana; il personale ospedaliero cercava di tranquillizzarlo affermando che trattavasi di un normale decorso post-operatorio.

Nei giorni a seguire la situazione cominciava a precipitare, in preda a dolori atroci e con una temperatura corporea che si aggirava intorno ai 40°; il Sig. Rossi si recava più volte presso il nosocomio in questione ma la patologia veniva ricondotta a pura e semplice lombalgia da trattarsi farmacologicamente con cure antinfiammatorie e con una abbondante dose di buon riposo; nella stessa occasione veniva espressamente scongiurato che potevasi trattare di un possibile caso di spondilodiscite, vale a dirsi possibile infezione contratta in fase operatoria, e dunque per ulteriori giorni il povero paziente verrà sottoposto a cure non mirate. “Bisogna stare tranquilli” dicevano, “si è subita un’operazione in ospedale, dunque, non c’è nulla da temere!!!”.

La situazione diventava invece critica in una calda giornata di agosto dello stesso anno: i dolori erano talmente insopportabili da togliere il fiato, il Signore veniva dunque trasportato con urgenza presso lo stesso nosocomio, dove la scintigrafia ossea effettuata evidenzierà la seguente diagnosi “SPONDILODISCITE IN ZONA L5 S1”; ricoverato d’urgenza il paziente, a conferma della gravità della situazione, rimarrà ricoverato fino alla fine di novembre del 2015 continuando anche successivamente ad effettuare cure ambulatoriali presso il reparto malattie infettive dello stesso presidio ospedaliero.

Nella cornice di quanto descritto, ricorrevano tutti i presupposti per ravvisare nel modus operandi del personale ospedaliero un caso esemplare di malasanità ed appariva più che fondata una richiesta di risarcimento danni per colpa professionale.

E…notizia di poche settimane fa…la richiesta è stata accolta con la corresponsione di una somma di danaro di circa 300 mila euro la quale, per quanto non sarà mai sufficiente a compensare il grado di sofferenze fisiche e psicologiche patite dal signore, che ancora oggi non ha potuto riprendere a svolgere la sua normale attività lavorativa,  tuttavia riuscirà  a soddisfare quel senso e quella sete di giustizia che colpiscono chiunque si imbatta sfortunatamente in casi simili a questo.

Quando un medico danneggia un paziente a causa di un errore, il paziente può chiedere un risarcimento dei danni che gli sono stati cagionati da un episodio di malasanità o responsabilità medica.

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Un Avvocato della nostra Consulta Giuridica è a disposizione per assisterti.

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