Processo Morganti, la teste è reticente e mamma Lucia dà in escandescenze

Quella che doveva essere considerata una testimone chiave è finita sul registro degli indagati per falsa testimonianza. La madre di Emanuele infuriata per i troppi "non ricordo" pronunciati in aula

Lucia Morganti

Processo Morganti,  una teste a seguito dei troppi non ricordo è stata fatta uscire dall'aula. La madre di Emanuele, il ragazzo ucciso dal branco il 24 marzo del 2017,  esacerbata da quel comportamento ha cominciato ad inverire contro la testimone che non collaborava con la giusitizia  La donna che si trovava nell'atrio del palazzo di giusitizia è stata subito raggiunta dai familiari che hanno cercato di riportarla alla calma.

Una testimone dovrà rispondere di  reticenza

Sono due anni che mamma Lucia, straziata dal dolore per la perdita di suo figlio, attende che sia fatta giustizia. Intanto va detto proprio a seguito di quel comportamento reticente da parte della testimone il presidente della Corte  ha interrotto l’escussione ed ha dichiarato che essendo emersi indizi a suo carico per il reato di falsa testimonianza l'ha avvertita che in ragione di ciò saranno svolte delle indagini. Quello di oggi è stato un processo dalle dichiarazioni molto forti seguite da tante contraddizioni. 

Qualcuno giura di aver visto Michel Fortuna sferrare il colpo mortale

A tal proprosito merita di essere menzionata la testimonianza di  E.P. una 28enne di Alatri la quale ha dichiarato di aver visto Michel Fortuna sferrare il colpo che ha fatto sbattere Emanuele sul montante della vettura. Ma a seguito delle domande incalzanti degli avvocati difensori dell'imputato la ragazza è caduta numerose volte in contraddizione. La ragazza tra l'altro non sarebbe stata in grado di riconoscere l'imputato in una foto. E proprio su questo aspetto la difesa ha fatto leva. 

Aveva riconosciuto l’imputato di notte ed a trenta metri di distanza e non l’aveva riconosciuto in una fotografia? Forti, secondo i legali, i dubbi circa la veridicità di quelle affermazioni. Per la cronaca va detto che per gli avvocati Naso ed Alviani quella di  ieri rappresentava una delle testimoni più difficili da demolire. Tutti e quattro gli imputati Mario e Franco Castagnacci, Paolo Palmisani e Michel Fortuna debbono rispondere di omicidio volontario in concorso.

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