Anagni, arrestati Bonnie e Clyde delle gioiellerie, ma si era trattato di uno scambio di persona

La coppia era stata accusata di aver messo a segno sette colpi in Abruzzo e Lazio. E proprio un video pubblicato su Youtube dal titolare dell'oreficeria della città dei Papi aveva fatto scattare le manette

foto di archivio

Per Matteo Grego, 32 anni  e la convivente Sharon De Angelis di 30 anni entrambi residenti ad Ostia è stata la fine di un uncubo. Entrambi erano stati accusati di aver messo a segno almeno sette colpi in alcune gioiellerie dell'Abruzzo e del Lazio. E proprio nell'ultimo  furto il titolare dell'oreficeria di Anagni aveva pubblicato su Youtube le foto dei  malviventi che con una tecnica ormai consolidata, ovvero con la scusa di farsi mostrare dalla commessa dei monili, facevano sparire un rotolo dei preziosi. E proprio a seguito di quel video il 32enne venne indicato come colui che aveva partecipato al colpo. L'uomo aveva alle spalle dei piccoli precedenti penali. La convivente che all'epoca dei fatti aspettava un figlio e finì agli arresti domiciliari. 

Per non essere riconosciuto l'indagato  si era fatto crescere la barba 

La coppia era stata considerata la Bonny e Clyde delle gioiellerie aveva sempre sostenuto che si era trattato di un macroscopico errore, sicuramente c'era stato uno scambio di persona, perchè loro  non avevano mai fatto niente di tutto questo. Per paura di essere arrestato di nuovo il giovane romano si era fatto crescere la barba. Sapeva che "L'Arsenio Lupin" era qualcuno molto somigliante a lui. Per arrivare alla verità ci sono voluti sette anni. Anni in cui i due conviventi hanno subito ben sette processi con altrettante soluzioni. Pochi giorni  fa hanno potuto tirare veramente un sospiro di sollievo.

Lo scambio di persona 

Gli avvocati difensori hanno dimostrato attraverso una corposa documentazione che si era trattato di uno scambio di persona. All'epoca dei fatti ( stiamo parlando del 2013) la donna era in stato di gravidanza e questo dalle telecamere non era emerso. Così come  non erano identici  i tatuaggi  dei coppia  da quella che aveva messo a segno il colpo e che ancora circola liberamente. Il giudice li ha assolti entrambi  per non aver commesso il fatto.

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