Falsi certificati all'interno del carcere, medico e detenuto finiscono sotto processo

Secondo le accuse il dottore in forza alla casa circondariale di Frosinone in cambio di denaro avrebbe certificato patologie incompatibili con il regime carcerario

Falsi certificati in cambio di denaro per favorire i detenuti. Questa l’accusa mossa nei confronti di un medico di 60 anni che opera nel carcere circondariale di Frosinone. Insieme all'uomo è finito sotto processo anche un detenuto di 41 anni che avrebbe beneficiato di queste agevolazioni. Secondo le accuse il dottore avrebbe accettato di firmare certificati medici non rispondenti alla verità per agevolare il 41enne. Per il medico l’ipotesi di reato contestata è quella di induzione indebita a promettere utilità e falsità ideologica, Per il detenuto invece il reato contestato è quello di corruzione. Entrambi sono finiti sotto processo.

Chiesta l'incapacità processuale del detenuto

Adesso però c'è stato un colpo di scena: gli avvocati Rosario Grieco e Giulia Giacinti hanno chiesto l'incapacità processuale da parte del loro assistito a causa delle sue condizioni di salute. Un punto a favore del medico il quale difeso dall'avvocato Nicola Ottaviani ha sempre sostenuto di non aver mai stilato falsi certificati. Nello specifico il medico è stato accusato di aver certificato l’incompatibilità della malattia del detenuto con il regime carcerario (tra queste il deperimento organico e la difficoltà di deambulazione). La vicenda era venuta alla luce a seguito di alcuni accertamenti dai quali era risultato che per tre volte e a distanza di pochissimo tempo uno dall’altro, erano stati presentati dei solleciti per trasferire con urgenza il detenuto in una centro diagnostico terapeutico idoneo a risolvere la patologia del paziente. Il prossimo 17 settembre il giudice dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta degli avvocati Grieco e Giacinti.

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