Detenuto si impicca in carcere, due agenti della Polizia Penitenziaria accusati di omicidio colposo

I fatti risalgono al febbraio del 2017 quando un giovane di 24 anni si tolse la vita a 'Regina Coeli. Nel mirino della procura anche due medici della Rems di Ceccano

Detenuto di 24 anni si toglie la vita all’interno del carcere di Regina Coeli a Roma, due agenti della Polizia Penitenziaria finiscono davanti al giudice delle udienze preliminari per l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Nel mirino della procura sono finiti anche due medici psichiatri che all'epoca dei fatti si trovavano nella Rems di Ceccano. Questi ultimi debbono rispondere di falso ideologico

Il suicidio

La vicenda risale nella notte tra il 23 e 24 febbraio del 2017 quando i due sottufficiali, si trovavano in servizio presso la struttura peniitenziaria romana. Quella notte Valerio Guerrieri, un detenuto di soli 24 anni, si tolse la vita impiccandosi nel bagno del carcere con una corda. A seguito di quei fatti la procura avviò un’inchiesta e i due agenti finirono sul registro degli indagati. 

L'inchiesta

A conclusione delle indagini il pubblico ministero ha chiesto il loro rinvio a giudizio perchè date le condizioni psichiche del detenuto avrebbero dovuto sorvegliarlo costantemente. Il ragazzo utilizzando una corda artigianale era riuscito a legarsela al collo ed a togliersei la vita. Per quanto riguarda i due medici che all’epoca dei fatti si trovavano in servizio in una Rems di Ceccano sono accusati di falso ideologico perché avrebbero omesso di disporre il ricovero del 24enne in una struttura extrapenitenziaria. L’udienza preliminare si terrà il prossimo 10  giugno.  Le due guardie carcerarie saranno difese dall’avvocato Cristhian Alviani.

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