Cassino, giornalisti minacciati: Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo arrivano a sorpresa al 'Civico Sociale'

I due cronisti d'inchiesta hanno avuto un confronto con Simona Di Mambro e Carmine Mernini sulla situazione criminale nel basso Lazio ed in particolar modo nel Cassinate

I titolari del Civico Sociale con Ruotolo e Borrometi

Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo, due giornalisti d'inchiesta sotto scorta da tempo, hanno fatto visita ai titolari della trattoria della legalità 'Civico Sociale'. Una presenza importante per Simona Di Mambro, Carmine Mernini e lo staff del ristorante che, tra una portata e l'altra, spiegano ai clienti il fine umano e sociale del progetto e che cosa comporta in realtà piccole come quella di Cassino, una simile iniziativa.

L'utilizzo di prodotti provenienti dai beni confiscati

Nella cucina del 'Civico Sociale' si utilizzano solo prodotti provenienti dai terreni confiscati alla mafia ed alla camorra. Una sorta di riscatto morale di chi, per colpa della malavita, ha perso tutto. E allora è possibile gustare le mozzarelle di Mondragone, il pane di Cellole, i pomodori e i peperoni di Aversa, i vini del parco del Vesuvio e della cantina 'Cento Passi' della cooperativa siciliana Libera Terra. Chi varca la sociale del ristorante della legalità deve essere ben consapevole che gran parte del conto pagato andrà a rinsaldare l'economia onesta di chi ancora crede in un paese libero e scevro da mafia, corruzione e prepotenti.

Chi è Paolo Borrometi

Il collega Borrometi, corrispondente dell'Agenzia Giornalistica Italia da Siracusa ed editorialista de Il Tempo e diretto de La Spia, da anni è costretto a sopportare minacce ed aggressioni. Con la sua penna, infatti, da voce a quanto accade in Sicilia e come, troppo spesso, l'omertà possa continuare a danneggiare l'economia e le persone perbene di quella meravigliosa. Le ultime minacce, verbali, in ordine di tempo sono arrivate a Paolo Borrometi da un componente della famiglia De Carolis. In una telefonata il pregiudicato Francesco De Carolis, fratello di Luciano De Carolis, attualmente in carcere perchè "ritenuto uno degli elementi di spicco del clan Bottaro-Attanasio". "Il giorno in cui ti incontro giuro giuro che con due gran pugni nella faccia ti devo mandare all'ospedale. Devo perdere il nome mio - dice De Carolis - se non ti prendo la mandibola e te la metto dietro. Hai capito? E non scordare di quello che ho promesso. Gran pezzo di m.., carabiniere, appena vedo di nuovo la mia faccia, di mio fratello, in un articolo tuo ti vengo a cercare fino a casa e ti massacro. E poi denunciami sta minchia, con le mani non c'è il carcere, pezzo di merda te lo dico già subito". Le minacce si sentono nell'audio pubblicato da Paolo Borrometi su La Spia.it in un articolo in cui venivano descritti gli affari mafiosi cittadini ed i boss in libertà, fra cui proprio De Carolis, già condannato per associazione mafiosa, omicidi e droga.

Chi è Sandro Ruotolo

 E' stato messo sotto scorta nel 2015 dopo le minacce ricevute dal capo indiscusso del clan dei Casalesi, Michele Zagaria. Il boss, seppur in carcere, non ha gradito le tante inchieste che il giornalista Sandro Ruotolo porta avanti da tempo sul traffico di rifiuti tossici in Campania. Giornalista de Il Manifesto, inviato speciale della Rai e oggi inviato di Fan Page, è il cugino di Silvia Ruotolo, vittima innocente della Camorra. Nell'ottobre del 2009, in corrispondenza di un'inchiesta sui rapporti tra mafia e Stato e dopo aver intervistato Massimo Ciancimino, riceve una lettera minatoria in cui viene minacciato di morte. Nel corso della campagna elettorale, al termine di un dibattito televisivo dell'8 febbraio del 2013 si rifiuta di stringere la mano al candidato di CasaPound Simone Di Stefano, dichiarandosi "orgogliosamente antifascista". L'11 febbraio seguente, in campagna elettorale, alcuni militanti di CasaPound, durante un'iniziativa elettorale a Civita Castellana (Viterbo) fanno irruzione nella sala con un megafono e uno striscione con scritto "Ruotolo maleducato". Oggi è parte attiva del sito Fan Page. Ogni sua inchiesta riesce a richiamare l'attenzione di migliaia di visitatori.

La visita al 'Civico Sociale'

La presenza di due giornalisti d'inchiesta al ristorante della legalità di Cassino comprova che il lavoro che stanno svolgendo in questi anni i ragazzi della Cooperativa unitamente a Simona e Carmine, è di grande spessore. Sandro Ruotolo, unitamente al procuratore nazionale antimafia Cafiero De Rao, sono i testimonial de 'Facciamo un pacco alla camorra', la scatola natalizia contenente i prodotti provenienti dai beni confiscati che è possibile acquistare presso lo stesso ristorante o nei punti convenzionati. Un dono che ha una duplice funzione: far mangiare prodotti genuini sostenendo contemporaneamente chi, a causa del malaffare, ha perduto ogni cosa. 

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