Veroli, arrestato per estorsione, ma voleva indietro solamente i soldi anticipati all'ex socio

Nel corso della convalida dell'arresto i difensori hanno dimostrato che il loro assistito stava soltanto chiedendo del denaro che aveva anticipato per acquistare il materiale edile

Estorsione ed atti persecutori. Queste le accuse che avevano fatto scattare l'altro ieri, l'arresto per E.C. un operaio di 52 anni di Veroli. L'uomo era finito nel mirino dei carabinieri a seguito della denuncia di un socio con il quale lavorava da tempo. Secondo le accuse avrebbe estorto denaro al collega per una somma di 120 mila euro.

Le accuse infondate

Ma ieri nel corso della convalida dell'arresto gli avvocati difensori Pino Cefaloni e Vittorio Vitali hanno dimostrato al giudice che il loro assistito non aveva avuto alcuna volontà di estorcere denaro. In realtà l'uomo anticipava sempre i soldi per acquistare il materiale. Da quando avevano iniziato a lavorare insieme avevano pattuito che le spese dovevano essere divise a metà. Invece, a causa di un datore di lavoro che non era stato preciso nei pagamenti, per circa un anno ad anticipare i soldi per l'acquisto del materiale era sempre stato il 52enne. Da qui le continue pressioni per farsi restituire il denaro che aveva anticipato.

Il divieto di dimora

Per la cronaca va detto che parte di quei soldi il socio li aveva anche restituiti. Ma doveva versargli ancora una consistente somma. Il giudice ha accolto la tesi difensiva e pur convalidando l'arresto ha rimesso in libertà l'uomo disponendo come misura restrittiva il divieto di avvicinamento alla vittima dell'estorsione e il divieto di dimora a Bovillle Ernica, città dove risiede il denunciante. Il magistrato ha ritenuto di dover disporre una misura restrittiva identica a quella che generalmente si applica per il reato di stalking. Nel contempo dovrebbe tutelare il socio da eventuali persecuzioni. Gli atti adesso passeranno al pubblico ministero per la prosecuzione delle indagini. 

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