Processo Morganti, consulenti tecnici tutti d'accordo: Emanuele avrebbe impattato contro un ostacolo fisso

Il professor Saverio Potenza dell'istituto di medicina legale di Roma nominato dalla procura ha ripercorso i momenti drammatici che hanno portato al decesso del ventenne di Tecchiena. Prossima udienza il 25 ottobre

La nonna di Emanuele Morganti

Il processo

Processo Morganti, i consulenti tecnici della procura e della difesa (Saverio Potenza, Arturo Di Folco e Stefano Morioni) hanno concordato nel  sostenere che il  povero Emanuele sarebbe deceduto a causa di uno scontro con un ostacolo fisso.  L'ipotesi più accreditata dunque resta quella dell'impatto contro un ostacolo fisso.  Il ragazzo  sotto i colpi inferti dal branco avrebbe perso l'equilibrio impattando con un oggetto dalla superficie liscia e levigata.

L'esame  tossicologico

Non è escluso dunque che il ventenne possa essere caduto sul montante di una vettura parcheggiata. Questa mattina in udienza  è stata depositata  la relazione sugli  esami tossicologi  effettuata dalla dottoressa Chiara David su Mario Castagnacci e Paolo Palmisani. Entrambi sono risultati positivi  alle sostanze stupefacenti. Uno aveva fatto uso di oppiacei mentra l'altro aveva assunto cocaina. Un elemento  questo che nel corso del processo  avrà un peso non indifferente.

Attimi di grande tensione quando in aula sono state mostrate le radiografie delle lesioni sul cranio del povero Emanuele. Lesioni  che avevano portato ad una gravissima emorragia cerebrale.  Sul banco dei testimoni sono saliti anche un vice brigadiere ed il comandante della compagnia dei carabinieri di Alatri. Entrambi hanno raccontato che quella sera erano stati chiamati in piazza Marghertita perchè qualcuno aveva segnalato una rissa. Soltanto quando erano giunti sul posto avevano  capito la gravità della situazione.  Prossima udienza il 25 ottobre del 2018.

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