Anagni, stabili le condizioni dell'adolescente caduta nel vuoto. Parla la psicologa

Simona Di Mambro, esperta di problematiche giovanili, ipotizza una 'solitudine recondita'

E' ancora in gravi condizioni ma stabile l'adolescente di 14 anni che ieri pomeriggio, in viale Roma, è precipitata nel vuoto cadendo da un'altezza di otto metri. I medici del policlinico 'Gemelli' dov'è stata trasferita d'urgenza, non hanno ancora sciolto la prognosi ma ritengono possa essere fuori pericolo.

Il volo ed il violento impatto

Nel violento impatto con il selciato la ragazzina ha riportato diverse fratture agli anti inferiori e la rottura del bacino. Sul fronte investigativo le indagini portate avanti dai carabinieri del colonnello Fabio Cagnazzo, comandante provinciale e del capitano Camillo Meo, comandante della Compagnia di Anagni, non si fermano. Per tutta la mattinata sono stati ascoltati gli amici più stretti della quattordicenne. La stessa, infatti, secondo alcune indiscrezioni, ripeteva di voler commettere un gesto eclatante. I carabinieri hanno anche sequestrato il suo telefono cellulare. Dallo smartphone sarebbe partito qualche minuto prima della caduta nel vuoto, un messaggio whatsapp collettivo, nel quale l'adolescente annunciava di 'voler morire'. Un fatto questo che viene attentamente vagliato dal personale dell'Arma.

Archiviare i nostri problemi e volgere lo sguardo ai nostri ragazzi

Sull'episodio che ha visto protagonista la giovane, residente a Fiuggi e figlia di una famiglia perbene, è intervenuta anche la dottoressa Simona Di Mambro, psicologa ed esperta di problematiche adolescenziali. "Un simile gesto, un lancio nel vuoto con la consapevolezza di poter morire, non può essere non stato annunciato. Anche con un segnale in apparenza futile. Con una parola, un comportamento - spiega la Di Mambro, titolare di una casa famiglia per adolescenti -. C'è stata una sottovalutazione collettiva del malessere di questa ragazzina. A scuola, tra gli amici, in famiglia. Molto spesso da genitori commettiamo l'errore di credere che per noi i nostri figli sono un libro aperto. Non basta vedere il loro sguardo. Osservare il loro appetito. Dobbiamo essere vigili anche nelle cose più banali come per esempio quanto scrivono su Fb o su un diario. Oppure nel come reagiscono davanti alla nostra richiesta di parlare. Un adolescente che decide di lanciarsi nel vuoto deve avere nel proprio animo una solitudine così recondita da spingerlo a chiudere con tutto ciò che lo circonda. Per questo dobbiamo mettere da parte i nostri problemi e rivolgere il nostro sguardo verso i nostri ragazzi".

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(in foto il luogo dove è caduta la ragazza)

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