Anagni, La pratica “dimenticata” della Marangoni

Dopo sette anni nessuna bonifica o messa in sicurezza del sito

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FrosinoneToday

Nel lontano Novembre 2010 l’Arpa Lazio eseguì un campionamento sul suolo superficiale lungo il fosso posto in prossimità dello scarico della ditta Marangoni in Anagni, Loc.Quattro Strade”. Fu rilevato il superamento dei limiti dei livelli inquinanti per Piombo, Rame, Zinco e…. PCB!

Si trattava, perciò, di una grave contaminazione; per meglio comprendere consigliamo il link:

http://www.iss.it/womenbiopop/index.php?lang=1&id=417&tipo=6

Il fosso oggetto dell’accertamento dell’Arpa confluisce nel tristemente noto Rio S.Maria, laddove ebbe inizio l’emergenza ambientale del 2005 e nacque il SIN, corso d’acqua che a sua volta confluisce nel Sacco senza alcuna depurazione dei reflui poiché l’impianto dell’ASI non era ed ancora non è in funzione.

Nel Marzo 2012 la Provincia di Frosinone avvia correttamente il procedimento per l’eventuale addebito della responsabilità della contaminazione a carico della Marangoni, richiedendo al Comune di Anagni “di fornire tutte le informazioni utili ad identificare il soggetto responsabile della contaminazione”, con il fine di emettere la relativa ordinanza per la messa in sicurezza e bonifica del sito a carico dell’impresa o chi chiunque altro fosse risultato obbligato.

Il Comune di Anagni, però, non collabora affatto e così nel Maggio 2012 la Provincia è costretta a sospendere (si badi: solo a sospendere, non ad archiviare) il procedimento “fintanto che questo ente avrà gli elementi necessari alla corretta definizione dello stesso”: non ci sono dati sufficienti per procedere contro la Marangoni.La Provincia, inoltre, bacchetta l’amministrazione comunale rammentando che il Comune è competente ed obbligato alla bonifica nel caso “il responsabile non sia individuabile o non provveda, e non provveda il proprietario del sito né altro soggetto interessato”.

Passano sette anni invano: nessuno interviene per mettere in sicurezza o bonificare il sito contaminato; per tutto questo tempo potrebbero essersi diffuse sostanze inquinanti pericolose attraverso il reticolo idrico secondario ed il Sacco, aggravando la contaminazione ed accrescendo i rischi per l’ambiente e per la salute dei cittadini.

La pratica continua ad essere dimenticata anche in occasione del procedimento per il rinnovo dell’autorizzazione dell’inceneritore, ottenuta da Marangoni nel Luglio scorso: nella fase istruttoria, aperta nel 2016, nessuno “si ricorda” del verbale dell’Arpa e del procedimento per la contaminazione del sito iniziato nel 2010; il Comune di Anagni non ne fa alcun cenno nel suo parere ed alle conferenze di servizi.

Eppure era un elemento importante, che la Regione Lazio avrebbe potuto e dovuto valutare per la decisione sull’autorizzazione alla Marangoni, se qualcuno lo avesse comunicato agli uffici regionali.

Eppure sarebbe bastata una semplice consultazione del sito web dell’Arpa Lazio che riporta l’elenco di tutti i procedimenti in essere al 2016, fra cui quello del fosso vicino lo scarico Marangoni:

http://www.arpalazio.gov.it/ambiente/suolo/dati.htm

Certo è che se gli uffici dell’amministrazione comunale di Anagni sono così smemorati e distratti in materia ambientale, i cittadini possono davvero stare sereni”……

Il Sindaco Bassetta non dovrebbe fidarsi, e prima di indossare la fascia tricolore per manifestare sotto la Direzione Regionale farebbe bene a verificare cosa c’è nei cassetti dei suoi uffici.

E’ mai possibile che debba essere Civis, un’associazione “brutta e cattiva” come l’ha definita un amministratore comunale, a procurare i documenti con un banale accesso agli atti presso la Provincia (che almeno i documenti li rilascia) ed a dover prendere l’iniziativa?

Abbiamo richiesto al Ministero dell’Ambiente di esercitare i poteri sostitutivi nei confronti degli uffici provinciali e del Comune di Anagni con il fine di provvedere alla messa in sicurezza e bonifica del sito contaminato.

Nello stesso tempo abbiamo richiesto alla Regione Lazio di sospendere l’efficacia dell’autorizzazione all’impianto Marangoni e di avviare un procedimento di riesame dell’atto.

Tutti i documenti, verbali, istanze, sono pubblicati sul sito web dell’associazione www.civisferentino.eu

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