Anagni, donna del posto arriva al PAT in shock anafilattico e muore subito dopo

La donna era stata punta da un calabrone. A nulla, purtroppo, sono servite le cure dei medici e degli operatori presenti. Il sindaco Natalia parla di politica criminale e chiama in causa le scelte di Zingaretti

E’ arrivata al Pat di Anagni, all’interno dell’ex ospedale, verso le 9 di questa mattina in shock anafilattico dopo essere stata punta da un calabrone mentre era in casa e stava sistemando il giardino insieme al marito. Nonostante le cure dei medici e degli operatori presenti Anna Maria Ascenzi, una donna di 60 anni del posto, è morta poco dopo.

Una morte che come era facilmente prevedibile alimenterà le polemiche sulla trasformazione del Punto di Primo Intervento in Pat (una sorta di ambulatorio con i medici di famiglia) dove però mancano le strutture necessarie per salvare la vita alle persone

Le parole del sindaco Natalia

"La politica criminale - perché non ci sono altri termini per definirla - della Regione Lazio e della ASL sulla sanità fa vittime. Presso il nuovo PAT di Anagni, a detta della ASL la soluzione più efficiente per l'ospedale di Anagni, è deceduta una persona per l'impossibilità di essere assistita. Questo perché un PAT non garantisce i servizi necessari alle persone che si recano nella struttura dell'ospedale anagnino per farsi curare. Parole forti sulla vicenda da parte del sindaco di Anagni Daniele Natalia che ha dichiatato: "Una persona con problemi cardio circolatori è arrivata nel nostro ex ospedale e nella impossibilità di essere assistita in un PAT, è deceduta. È guerra aperta. Caro Zingaretti, chiunque si opporrà alla riapertura del pronto soccorso è un nostro nemico. Chi si opporrà è nemico mio e di tutti gli Anagnini".

L'ospedale è vita e non morte

Come diciamo da sempre l’ospedale non è politica; l’ospedale è vita o è morte. Oggi è morte e le responsabilità devono essere chiare a tutti". Dunque una sfida aperta lanciata da Anagni e dalle altre città parte del "coordinamento dei sindaci per la sanità" presieduto da Daniele Natalia contro la Regione Lazio e contro anni di politiche di malasanità. Un intero territorio, quello di Anagni e del suo circondario, lasciato allo sbando per far quadrare i conti e per qualche strano gioco di potere attuato sulla pelle dei cittadini.

L'intervento del consigliere regionale Ciacciarelli

“Né sciacallaggi, né becere strumentalizzazioni, ma l’episodio odierno di Anagni che ha visto morire una donna per shock anafilattico, dimostra, ogni oltre ragionevole dubbio, che Anagni e quindi l’Area Nord della Provincia di Frosinone necessita di una struttura sanitaria e di un pronto soccorso in totale e piena efficienza. Ormai non siamo più di fronte a opportunità, ragionamenti politici, razionalizzazioni, ma stiamo parlando di una scelta di vita o di morte, e di fronte a questo bivio la politica e l’amministrazione regionale non possono che scegliere la vita".

Il commento della deputata Enrica Segneri

"Si può morire per una puntura di calabrone? Ad Anagni in provincia di Frosinone, purtroppo sì. È accaduto poco fa a una donna, arrivata al cosiddetto PAT di Anagni voluto da Zingaretti, in shock anafilattico, dove parrebbe che i sanitari non avrebbero avuto a disposizione tutti gli strumenti necessari per affrontare l’emergenza. È vergognoso quanto sta accadendo ad Anagni per scelte politiche meschine e prive di qualsiasi buon senso e umanità".

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