Area Casilina–Lepina, una nuova destra è possibile ripartendo da un progetto culturale ben definito

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: “Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una decisione che non è né sicura né conveniente né popolare; ma bisogna prenderla perché è giusta” M. Luter King. “Da qualche settimana e nei prossimi giorni si stanno...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: “Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una decisione che non è né sicura né conveniente né popolare; ma bisogna prenderla perché è giusta” M. Luter King. “Da qualche settimana e nei prossimi giorni si stanno rincorrendo iniziative politiche, o presunte tali, tese a ricomporre, riunire, riunificare il mondo di destra. Per chi vive la politica in maniera viscerale come servizio, passione, impegno ed ha combattuto in questi anni sul territorio per difendere con l’esempio personale, il sacrificio, il tempo sottratto alla famiglia e agli affetti, i valori che sono quella base da cui è imprescindibile ripartire, fa quasi sorridere che si continuino ad incontrare per parlare di come rimettere insieme un mondo, anche alcuni di quei personaggi che hanno fatto tutto ciò che si poteva fare per distruggerlo.

Si vuole riportare la barra a destra? Bene, si inizi da un progetto culturale e si dimostri che i tratti caratterizzanti che ci distinguevano da tutti, sono ancora la stella polare: il rispetto della legge, l’amore per la patria, l’Europa dei popoli, la sovranità, la solidarietà attiva della destra sociale, la tutela dei valori non negoziabili.

Chi doveva rappresentarci nella migliore delle ipotesi ha lasciato che altri facessero propri questi temi lasciando sbiadire nel tempo la nostra identità. A più di qualcuno è capitato di dimenticare chi fosse e cosa significa ‘essere di destra’ che deve essere un atteggiamento antropologico prima ancora che politico. Noi no. C’è infatti chi in questi anni ha dato più di quanto potesse in maniera assolutamente disinteressata: cos’ altro deve accadere prima di riuscire a capire che si potrà ricominciare solo partendo da quì? In questo spicchio di provincia siamo pronti e siamo in tanti e questa volta nessuno può pensare di prescindere da chi non si è limitato a parlare di territorio ma questo territorio lo ha arato e seminato… In un locale che lambisce i comuni di Segni, Colleferro, Montelanico, Gavignano e Gorga, rappresentanti istituzionali di questi Comuni già da un mese stanno incontrando le prime 100 persone disposte a scommettere sulla necessità di una destra di cui tornare ad essere fieri. Non ci appassiona il gioco della ricerca dei traditori - alcuni si sono rivelati e sono già stati giudicati dall’elettorato, altri probabilmente si sveleranno - ma ancor meno ci appassiona il gioco del ‘tanto sono tutti uguali’ perché, vivaDio, così non è. C’è ancora molto di buono nel nostro mondo che non vede l’ora di avere un’opportunità. Non lasciamoci fermare dalle nomenclature, si scelgano i migliori, si stili un programma serio e realizzabile, si decidano regole e sanzioni e soprattutto le si rispettino ma non aspettiamo ancora o sarà tardi.

Troppo spesso in questi ultimi anni ci siamo sentiti abbandonati a noi stessi, privati di una casa. Ora è forte la nostalgia dei tornare a sentire l’orgoglio dell’appartenenza e in futuro non vogliamo avere il rimpianto di non aver almeno provato a fare ciò che era in nostro potere, ecco perché abbiamo iniziato con questi incontri sul territorio in tempi quasi non sospetti. Benvengano gli assetati di passione politica di ogni età ma stiano attenti, non si avvicinino per contaminare questa nuova creatura i cantastorie professionisti delle poltrone: questa volta non saranno perdonati”. Questo il comunicato diffuso in una nota congiunta a firma Chiara Pizzuti – consigliere comunale ed ex vicesindaco di Segni, Claudio Paccassoni – capogruppo del centro destra a Montelanico, Damiano Iannucci – primo dei non eletti al consiglio comunale di Colleferro e Claudio Mazzocchi – vicesindaco di Gavignano.

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