Arnara, pacchi alimentari in cambio del voto, nove persone finiscono sotto processo

La vicenda risale al 2015 quando la procura cominciò ad indagare a seguito dell'esposto di un ex assessore che chiedeva chiarimenti circa il denaro stanziato dalla Regione per la realizzazione di una mensa sociale

Prodotti alimentari in cambio del voto. E' questa l'accusa che ha portato sul banco degli imputati nove persone dell'ex giunta comunale di Arnara. Gli imputati debbono rispondere a vario titolo di falso ideologico, indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato ed abuso di ufficio.

L'inchiesta della Digos

La vicenda di questa presunta corruzione risale a cinque anni fa, quando un politico dell' opposizone aveva presentato un esposto che riguardava dei sussidi che aveva stanziato la Regione per realizzare una mensa per i poveri. Da qui l'esposto e gli accertamenti della Digos. Secondo quanto accertato dagli investigatori della questura quel denaro sarebbe stato utilizzato da  esponenti politici locali per acquistare pacchi alimentari che venivano consegnati ai cittadini in cambio del voto.

I pacchi venivano consegnati  porta a porta

Secondo le accuse i pacchi venivano consegnati porta a porta nelle case di coloro che si erano dichiarati favorevole a dare il loro voto. Nell'udienza che si è tenuta nei giorni scorsi è salito sul banco dei testimoni l'ispettore Gianluca Di Trocchio della Digos che all'epoca dei fatti seguì le indagini. Molto importanti e fondamentali ai fini del processo, le interecettazioni telefoniche estrapolate nel corso delle indagini. Nel collegio difensivo gli avvocati Giampiero Vellucci,  Mario Di Sora, Paolo Pulciani, Gaetano Castaldi, Riccardo Masecchia e Gianrico Ranaldi. Prossima udienza il 21 giugno.  

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