Asl, premi produttività "regalati". Due dirigenti dovranno restituire quasi 30 mila euro

La Corte dei Conti ha condannato Luca di Maio e Lorenzo Suppa per gli emolumenti pagati negli anni 2012 e 2013 a Mauro Vicano che ricopriva il ruolo di direttore sanitario

Premi di produttività elargiti troppo facilmente, condannati due ex dirigenti della Asl di Frosinone. Si tratta di Luca Di Maio, ex direttore amministrativo (dovrà restituire 12mila euro) e l’ex direttore generale Vincenzo Suppa (15mila euro). La sentenza viene dalla  Corte dei Conti e riguarda gli emolumenti pagati negli anni 2012 e 2013 a Mauro Vicano, che aveva il ruolo di direttore sanitario.

La vicenda

La vicenda penale va detto, si è conclusa con il proscioglimento di entrambi. Nonostante ciò la Corte dei Conti ha contestato il danno erariale a causa dell'estrema superficialità del loro comportamento in merito all'erogazione del trattamento economico. Per la cronaca va detto che l’erogazione del trattamento economico integrativo a favore di Vicano era stata già respinta dal direttore generale di allora Mirabella.

I premi

Gli scenari cambiano quando Vicano, nel novembre 2012, diventa direttore generale facente funzioni. Un mese dopo l’insediamento alla guida della Asl, l’allora direttore amministrativo Di Maio dispone a suo favore il pagamento dei premi per un totale di 16.500 euro. Stessa cosa succede l'anno dopo con il nuovo direttore generale Suppa.

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L'intervento della Corte dei Conti

Tal provvedimenti finiscono nella lente della Procura regionale della Corte dei Conti che presenta alcune obiezioni. Secondo i giudici contabili, quello che si era prefisso Vicano e poi realizzato non era riconducibile al suo lavoro. Sia Di Maio che Suppa -  si legge nel decreto di condanna  "non hanno compiuto alcuna valutazione o istruttoria o qualsivoglia verifica circa il raggiungimento degli obiettivi, limitandosi a prendere atto che il soggetto responsabile dichiarava di aver raggiunto i previsti risultati. Qui l'atteggiamento negligente e superficiale che li ha portati alla condanna da parte della Corte dei Conti".

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