Anziani presi a martellate, Alberto Di Cicco racconta la sua verità: "Ho prestato 4000 euro al figlio"

Il trentenne in carcere con l'accusa di tentato omicidio spiega al Gip il motivo per cui, martedì sera, ha bussato alla porta dei coniugi in via Cellini. Non ricorda il momento del raptus ma ha ricostruito parte dei fatti

Ha raccontato la sua verità. Parole che ora sono in fase di riscontro da parte degli investigatori che hanno acquisito i tabulati dei telefoni cellulari della coppia di fidanzati. Alberto Di Cicco, il trentenne di Sant'Elia Fiumerapido che martedì sera ha brutalmente aggredito una coppia di anziani, genitori del presunto rivale in amore, davanti al Gip del tribunale di Cassino, ha spiegato il motivo per cui quella nefasta sera ha bussato al citofono dei due pensionati e poi li ha presi a martellate. Nessuna motivazione ovviamente giustifica un simile fatto ma certo è che lo stesso ha ricostruito una verità decisamente diversa da quella emersa fino ad ora.

La ricostruzione

L'arrestato, alla presenza dell'avvocato Mariano Giuliano suo difensore, per quattro ore ha ricostruito mesi di presunti incontri, colloqui e scambi di danaro avuti (circa 4000 euro) con i due fidanzati. Le sue dichiarazioni sarebbero supportate da elementi di prova che ora sono al vaglio degli inquirenti. Lo stesso, rimasto vittima di un grave incidente stradale negli anni passati, come certificato dall'avvocato in sede di interrogatorio, soffre di gravi disturbi psichici. Perdita della memoria e del senso dell'orientamento oltre che a scatti d'ira incontrollabili.

"Arrivato in quella casa non ricordo più nulla"

Di quella drammatica sera ricorda bene l'arrivo a casa dei due coniugi che, lo ricordiamo, sono ricoverati presso il policlinico 'Umberto Primo' di Roma in prognosi riservata a cause delle ferite provocate dalle martellate. Ha suonato ed è salito poi è entrato e qui incomncia il buio. Come riferito dall'avvocato il martello lo avrebbe preso nello stesso appartamento. Il giubetto della penitenziaria appertenente al padre lo avrebbe preso per errore dall'appendiabiti di casa nella fretta di raggiungere casa del giovane.

Le drammatiche immagini del luogo dell'aggressione

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