Cassino, brucia Nocione, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza sul posto (foto e video)

A dare l'allarme alcuni passanti che hanno allertato le forze dell'ordine. Fumo acre ed aria irrespirabile nei dintorni. Donna in ospedale

Il sito di Nocione è in fiamme. La prima segnalazione è arrivata poco dopo le undici al centralino del 115. A bruciare sono i rifiuti estratti dalle buche scavate trenta anni fa. Il materiale da mesi è accatastato sul terreno oggetto di indagine. Sul posto oltre che i Vigili del Fuoco anche gli uomini della Guardia di Finanza che da tempo, unitamente alla Procura, stanno indagando sullo smaltimento illecito di rifiuti speciali interrati. Nei mesi scorsi, proprio per la presenza di quei rifiuti, era stata inviata anche una lettera al ministro dell'Ambiente, Sergio Costa. Una donna che vive in prossimità dell'incendio ha accusato un malore ed è stato necessario chiedere l'intervento dell'Ares 118. La signora è ora al pronto soccorso del 'Santa Scolastica' sotto osservazione.

Le indagini

I militari delle Fiamme Gialle di Cassino coordinati dal procuratore capo Luciano d'Emmanuele in tutto questo tempo, hanno ricostruito tutto il percorso di smaltimento di rifiuti tossici, pericolosissimi, e provenienti dalla Lombardia. Nei verbali di interrogatorio  si leggono dichiarazioni sconcertanti rilasciate da coloro che, per convenienza e per interesse, hanno partecipato all’interramento senza all’epoca proferir parola. "Abbiamo scavato di notte buche profonde anche trenta metri. Qui poi arrivavano i camion e gettavano tutto. Scarti ospedalieri, protesi di gambe e braccia rimosse dal corpo dei pazienti, cromo esausto e poi del siero, tanto siero scaduto e proveniente da Milano dove c’era un laboratorio che doveva smaltire senza pagare cifre astronomiche". 

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La connivenza tra pubblico e privato

Si parla di presunte connivenze tra amministratori, colletti bianchi e alcuni imprenditori del settore rifiuti, che avrebbero scelto non a caso un terreno da tempo abbandonato per agire indisturbati. I primi sospetti sono iniziati ad emergere quando gli animali da cortile hanno iniziato a morire in pochi istanti dopo aver bevuto l’acqua di un canale. C'è una testimonianza, finita a verbale nei fascicoli della procura, che parla di odori nauseabondi provenienti dal canale Nocione, di strani movimenti notturni di camion ed escavatori, e soprattutto di un episodio in cui alcune galline, finite casualmente nel fosso dove giacevano i materiali tossici, sarebbero morte in meno di cinque minuti. "Da quel momento in poi abbiamo smesso di coltivare l’orto. Abbiamo fatto analizzare l’acqua e i dati dell’Arpa ci hanno segnalato la presenza di cromo, sia nel terreno che nell’acqua" racconta la signora La Marra i cui interessi sono tutelati dall'avvocato Luigi Pascarella.

La presenza del Linfoma di No Hodgkin

Per non parlare delle malattie: dodici casi di linfoma di no Hodgkin fra gli abitanti della zona. Un’anomalia che ha indotto un medico romano a segnalare la cosa alla Dia e appunto alla Guardia di Finanza. Contemporaneamente sono arrivati gli esposti degli ambientalisti corredati di fotografie che attestano il rinvenimento, durante i lavori di scavo per l’ampliamento di un pozzo, di resti umani e scarti di sala operatoria. 

Le immagini scioccanti

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