Coronavirus, Gaetano Del Greco contagiato al 'festival-focolaio' in Umbria

La notizia choc arriva da Orvieto, dove l'ex finanziere 63enne di Cassino, tra i deceduti con Covid-19 in provincia di Frosinone, aveva partecipato ad una competizione nazionale. Tamponi positivi per molti presenti ed il decesso di una donna

Gaetano Del Greco

Gaetano Del Greco, la prima vittima cassinate del 'Coronavirus' potrebbe aver contratto la polmonite virale ad Orvieto dove, insieme ai suoi compagni di ballo, ha partecipato ad un festival di caratura nazionale. La cittadina in provincia di Terni, infatti, come scrive Ternitoday.it è la quarta città in Umbria per numero di contagi da Coronavirus. Secondo il bollettino diffuso quotidianamente dalla Regione dell’Umbria, alla mezzanotte del 19 marzo, nella città della Rupe risultano 17 persone positiva a Covid19.

Due i decessi: una donna ed un uomo, entrambi ultraottantenni. Per almeno due di queste persone, il contagio sembra essere riconducibile ad una importante manifestazione che si è tenuta al teatro Mancinelli alla fine dello scorso mese di febbraio, mentre l’Italia cominciava a fare i conti con l’epidemia da Coronavirus ma ancora non erano entrati in vigore i provvedimenti che avrebbero esteso la zona rossa a tutta la penisola.

Il primo segnale

È il sette marzo quando un comunicato dell’amministrazione comunale annuncia il primo caso di contagio da Covid19 ad Orvieto: “Il cittadino residente - fa sapere una nota stampa emessa dal palazzo comunale - si trovava già in isolamento fiduciario, presso il proprio domicilio per contatti avvenuti con persona proveniente da fuori regione. La fonte di trasmissione è risultata esterna al territorio comunale. Gli operatori sanitari hanno svolto tutte le indagini necessarie per ricostruire i contatti avuti dal soggetto con terze persone le quali sono già state sottoposte ad isolamento cautelativo fiduciario. La situazione - riferisce la sindaca - è costantemente monitorata dal servizio sanitario”.

Contagiati a catena

La fonte di trasmissione sarebbe stata il festival in questione al quale partecipavano persone provenienti da diverse zone d’Italia, compresi Veneto e Lombardia. Dal primo contagio, il virus è passato alla madre dell’uomo che, dopo un passaggio al pronto soccorso di Amelia, venne ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Terni dove – dopo qualche giorno – è morta. La rete dei controlli si era allo stesso attivata. Dopo il primo caso, infatti, Comune di Orvieto e organizzatori del festival fornirono al Dipartimento di prevenzione ed igiene della Usl Umbria 2 e al distretto di Orvieto una lista con 200 nomi di partecipanti al festival. A quei nomi, si sono aggiunte le persone della cerchia famigliare e dei contatti che i contagiati avevano incontrato nei giorni precedenti al riscontro della positività. Resta da dire che nessuno dei partecipanti è stato successivamente avvertito dall'organizzazione di quanto stava accadendo.

Lazio e Toscana

Questo però non ha impedito al festival di diventare una sorte di “focolaio” del virus: il contagio si sarebbe infatti esteso ad alcune province del Lazio e della Toscana, nonostante le rispettive Asl di residenza avessero avuto la lista dei nomi potenzialmente a rischio che poi, alla prova dei tamponi, si sono rivelati infetti, con diversi casi che da Orvieto hanno poi toccato diverse zone d’Italia compresa la provincia di Frosinone. Dal 23 febbraio giorno dello svolgimento della manifestazione fino al 7 marzo, data in cui ad Orvieto si è iniziati a prendere coscienza del problema, il virus è stato diffuso ovunque. 

La questione 'Cassino'

"La morte di Gaetano poteva essere evitata - racconta a Frosinonetoday.it uno dei partecipanti al festival che si è messo in quarantena volontaria al presentarsi di alcuni, lievi sintomi -. Eravamo tanti in quel teatro ma nessuno ci ha detto che era stato fornito alla Asl l'elenco dei partecipanti. Avremmo subito capito che forse era il caso di prendere degli accorgimenti. Gaetano era scrupoloso, attento e lui stesso più volte ci aveva spiegato durante le lezioni quali accorgimenti prendere per evitare il contagio. E per ironia della sorte lui è poi morto. Quello che non riesco a capire è un'altra cosa fondamentale: dal momento in cui è una persona che ha partecipato all'evento è risultata positiva al tampone e la madre, anziana e malata, è morta, perché noi che abbiamo partecipato al festival, non siamo stati contattati dall'Asl di Orvieto o da quella nostrana?

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Le domande senza risposta

Possibile che nessuno ha chiesto ai familiari di Gaetano se fosse entrato in contatto con persone provenienti dal Nord Italia? A quel festival eravamo tanti e soprattutto molti erano giovani e quindi possono aver contratto il virus in maniera asintomatica. Questo vuol dire che a loro volta possono aver involontariamente trasmesso il Coronavirus a tutti quelli che hanno incontrato, parlato, stretto la mano. Inaccettabile". Domande che necessitano di risposte ed alle quali, siamo certi, la Asl di Frosinone potrà dare una risposta alla luce dei dati, non certo confortanti, che si registrano tra Cassino e Sora. 

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