Corruzione e truffa con gli immigrati, il procuratore d'Emmanuele: "Avevamo chiesto l'arresto per 10 persone"

Il magistrato ha svelato i retroscena di un'indagine meticolosa e precisa ma che ha pesantemente patito le conseguenze di una grave carenza di Gip al tribunale di Cassino. Inchiesta possibile grazie a gruppo interforze

"Avevamo chiesto sei misure cautelari in carcere, quattro ai domiciliari e un obbligo di firma. Il gip pur valutando la gravità dell'attività indiziaria ha valutato che le esigenze cautelari posso essere soddisfatte con le misure oggi applicate. Evidentemente il tempo attenua determinate problematiche che invece quando sono state affrontate dalla Procura avevano uno spessore cautelare significativo".

L'indagine Welcome to italy

Il procuratore capo Luciano d'Emmanuele, nel corso della conferenza stampa riguardante la conclusione dell'indagine "Welcome to Italy" non ha avuto remore nell'esternare il proprio disappunto per come l'attività investigativa è stata ridotta nel tempo. Ad incidere fortemente sull'esito delle misure è stata la grave carenza di Gip e giudici che oramai affligge il tribunale di Cassino.

Undici mesi di attesa per avere una risposta

L'inchiesta è stata conclusa nel novembre del 2018 dal sostituto procuratore Alfredo Mattei. Undici mesi di attesa per poter avere una risposta che, secondo il Procuratore, non ha rispecchiato le aspettative. Il Gip Domenico Di Croce, che ha emesso le 25 misure, è il magistrato che lo scorso anno è salito agli onori della cronaca nazionale per aver dato parere favorevole all'arresto del sindaco di Riace, Domenico Lucano. Lo stesso primo cittadino, esempio mondiale di accoglienza nei confronti degli immigrati, era accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e irregolarità nell’affidamento degli appalti per la differenziata. 

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Le immagini dell'operazione delle forze dell'ordine

Il ringraziamento agli investigatori

Il sostituto procuratore Alfredo Mattei ha avuto parole di elogio per la squadra interforze che per oltre tre anni ha lavorato a questa delicata indagine: "Voglio ringraziare personalmente chi ha esaminato, studiato e confrontato migliaia di documenti che hanno portato a mettere insieme l'impianto probatorio: i luogotenenti Luigi Giacomobono, Nicola Sciaudone e Ivo Italo Guadagnino della Guardia di Finanza; la squadra informativa della Polizia guidata dal commissario Crescenzo Pittiglio, con il sovraintendente capo Domenico Di Salvo e gli assistenti capo Francesco Vessella, Fiorella Fierimonte ed Anna Arpino".

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