Cassino, dissequestrata la 'cannabis light', la droga terapeutica

Nel negozio di via Bembo è ripresa la vendita dopo che l'intervento della Polizia perchè ritenuta illegale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FrosinoneToday

Riprende l’attività di vendita della cosiddetta “Cannabis light” nel negozio di via Bembo a Cassino. Il 22 marzo scorso, infatti, il personale del Commissariato di Cassino sequestrò oltre un chilo di marijuana e denunciò il titolare per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L'accoglimento dell'istanza della difesa

In accoglimento dell’istanza presentata dalla difesa dei titolari dell’attività commerciale, il Pubblico Ministero ha disposto il dissequestro della sostanza con restituzione ai proprietari che hanno, pertanto, ripreso regolarmente l’attività di vendita. A sostegno dell’istanza di dissequestro, l'avvocato Arturo Buongiovanni, difensore dei titolari dell'attività, ha allegato i risultati dei test effettuati sulla sostanza, test da cui è risultata l’assoluta e liceità del prodotto, perché il quantitativo di THC presente nella canapa è contenuto nei limiti stabiliti dalla legge, per cui il prodotto può essere venduto e acquistato liberamente.

Le analisi

“Dopo il sequestro della sostanza abbiamo prodotto dettagliate analisi eseguite da un laboratorio autorizzato ed accreditato per le analisi forensi - ha spiegato il legale - e abbiamo dimostrato che il contenuto THC presente nella sostanza venduta dai miei clienti rientra nei limiti stabiliti dalla legge n. 242 del 2016, per cui la vendita e l’acquisto sono da ritenersi pienamente legali”. “D’altra parte - conclude Buongiovanni - da tempo in Italia operano attività analoghe e la vendita dei prodotti avviene regolarmente, trattandosi di attività assolutamente lecita. Peraltro, la recentissima circolare ministeriale del 22 maggio 2018 ha confermato delle infiorescenze della canapa rientrano nell’ambito dell’art. 2, comma 2, lettera g)  rubricato “liceità della coltivazione” per cui deve ritenersi lecita anche la vendita”.

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