Cassino, il sindaco D'Alessandro: 'Andiamo avanti per evitare il dissesto finanziario'

Il consigliere Langiano: La Corte dei Conti ha definito 'fumoso' il piano di riequilibrio varato dalla passata amministrazione

Il comune di Cassino

“Chi doveva dichiarare il dissesto finanziario in passato non lo ha fatto. Anziché trovare la soluzione, anziché assumersi la responsabilità difronte ai cittadini, ha rinviato il problema al 2017. La mia amministrazione, comunque, andrà avanti e cercherà in tutti i modi di evitare questa iattura per la città di Cassino”. Lo ha dichiarato il sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro.

La critica nei confronti dell'ex Giunta Petrarcone

“Vi sembra il modo corretto di amministrare la città questo? Voi, a casa vostra, direste mai "Non posso pagare... ma non mi importa! Lasciatemi in pace finché ci sono io. Se la vedranno i miei figli, quelli che verranno dopo di me."? Sono certo che nessuno si sognerebbe di fare una cosa del genere. A voler essere buoni, io la chiamo irresponsabilità! Poi ci aggiungiamo la saccenza nel sostenere, contro ogni evidenza, di aver messo i conti a posto. Si tratta di una menzogna, senza mezzi termini. Il grande bluff della passata gestione amministrativa. Pur non avendo la copertura finanziaria per coprire il debito, infatti, hanno scelto di mentire a tutti - cittadini in primis - non dichiarando il dissesto quando era necessario farlo. Come hanno pensato di risolvere? Fregandosene altamente, rimandando tutto al 2017, così da passare la patata bollente a chi avrebbe amministrato dopo. Un atto, consentitimi, codardo e irresponsabile che mina irrimediabilmente la stabilità e la crescita futura della città di Cassino”.

Un piano di rientro non risolutivo

Rincara la dose il consigliere comunale, presidente della Commissione bilancio, Gianrico Langiano: “già dalla delibera della Corte dei conti che approvava il piano della precedente amministrazione si evince palesemente il tentativo della passata gestione amministrativa di portare avanti con i tempi la problematica relativa alla copertura totale dell’esposizione debitoria. Nel documento, infatti, sono scritte le seguenti parole: “nei primi anni del piano si trovano iscritte somme in percentuale piuttosto bassa, rispetto al totale quantificato. Nei primi anni il piano, infatti, la percentuale di ripiano del disavanzo risulta modesta. Nel 2017 la percentuale si eleva. Salendo nel corso delle successive annualità. Ciò deriva dal fatto che nel 2017 il comune conta di aver chiuso le partite debitorie e di poter destinare le risorse in precedenza destinate al ripiano dei debiti, all’azzeramento del disavanzo”. Ma la parte più importante è la seguente: “Si evidenzia, tuttavia, che le concrete azioni volte alla riduzione delle spese o all’aumento delle entrate non appaiono sufficientemente sviluppate perché possano ritenersi concrete dette previsioni”. In sostanza questa affermazione certifica quanto sia stato “fumoso” e non risolutivo il piano di equilibrio formulato dall’ex assessore al bilancio Enzo Salera”.

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