Cassino, indagine 'la storia infinita'; in Appello chiesta la conferma delle condanne

Novanta anni di carcere per dodici imputati. Colpo di scena in aula dove, i carabinieri della Catturandi di Roma, hanno ammanettato e portato via Antonio Terenzi

Il pubblico ministero della Corte d'Appello di Roma ha chiesto la conferma delle condanne in primo grado inflitte ai tutti gli imputati convolti nel processo 'La stora infinita'. Complessivamente parliamo di una pena che oscilla tra gli ottantotto ed i novanta anni di carcere. Ma il vero colpo di scena c'è stato in aula quando uno degli imputati, Antonio Terenzi, si è visto ammanettera dalla squadra Catturandi dei Carabinieri di Roma. Il giovane, assistito dall'avvocato Arturo Buongiovanni, è stato trasferito nel carcere di Rebibbia. In pratica è divenuta esecutiva la richiesta di custodia cautelare che era venuta meno per un errore giuridico. La Procura dopo aver fatto ricorso ha avuto partira vinta. In aula ma in modalità protetta anche il collaboratore di Giustizia ed ex leader del gruppo, di 'gomorrini' Elio Panaccione.

La decisione del Gup

I dodici imputati del processo 'La Storia Infinita' si sono visti infliggere pene che vanno dai sedici anni di reclusione per quella che viene ritenuta la mente del 'gruppo' ai due anni per un episodio di spaccio di cocaina. A leggere il dispositivo della sentenza è stato il giudice per le udienze preliminari di piazzale Clodio. Una breve camera di consiglio e poi l'approvazione, quasi in toto, delle richieste avanzate dal pubblico ministero, il magistrato applicato dalla procura di Cassino presso l'antimafia di Roma, Maria Beatrice Siravo.

Le singole pene

Otto i personaggi accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Gennaro Ferreri, esponente di spicco di un clan camorristico napoletano ma trapiantato a Cassino da anni, è stato condannato a sedici anni di reclusione; Elio Panaccione, 8 anni e otto mesi, Antonio Masucci, dieci anni, Luca Carlino nove anni, Antonio Terenzio undici anni, Loris Marzella, 7 anni e sei mesi, Andrea Quadrini 5 anni e 4 mesi, Alan Molto Pavone, 5 anni, Per quattro imputati le contestazioni hanno riguardato solo le ipotesi di singole cessioni di droga o il possesso ingiustificato di armi. A non dover rispondere del vincolo associativo sono stati: Domenico D'Aliesio, 5 anni e 14 mila euro multa, Riccardo Figliolini 3 anni e 10 mesi, Ferdinando Spada, sei anni di reclusione, Omar Vercelli, 1 anno e  quattro mesi. 

Il pool difensivo

Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Emanuele Carbone, Mariano Giuliano, Giancarlo Corsetti, Claudio Persichino, Arturo Buongiovanni, Bruno Naso ed Ernesto Cassone. La vicenda nasce a seguito di alcuni e gravi episodi di criminalità avvenuti nel centro di Cassino nel gennaio del 2015 e che hanno portato i carabinieri del Norm della Compagnia, dapprima coordinati dall'oggi capitano, presso la compagnia di Santa Margherita Ligure, Massimo Esposito e successivamente dal tenente Emanuele Grio ad avviare una delicata indagine che nel gennaio del 2017 è sfociata con una lunga serie di arresti.

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