Cassino, dieci lastre di amianto abbandonate in via Pescarola, residenti in rivolta

I residuati del pericoloso minerale, altamente nocivo per l'essere umano, da giorni sono posizionati davanti l'ingresso dell'isola ecologica sotto sequestro da mesi. Impossibile risalire agli autori dell'ennesimo scempio. La telecamera comunale non è attiva

Amianto abbandonato lungo la strada, in via Pescarola a Cassino. A due passi da un canale di scolo delle acque reflue e da decine di abitazioni. Il grave gesto di inciviltà - ricordiamo che l'amianto è minerale ritenuto altamente pericoloso per la salute pubblica se non adeguatamente smaltito - è stato compiuto da mani ignote che hanno scaricato gli scarti di asbesto davanti l'ingresso dell'isola ecologica, da mesi sotto sequestro. Nessuno è intervenuto per un'immediata rimozione ma soprattutto è impossibile risalire agli autori del gesto. La telecamera di sorveglianza che dovrebbe funzionare davanti l'impianto, seppur sotto sequestro, è stata staccata. 

Il dramma dei residenti

"Al calar della sera qui inizia lo scarico illecito di rifiuti - ci spiegano alcuni residenti -. Abbiamo paura anche ad uscire fuori dal cancello. Nessuno interviene per porre fine ad una situazione divenuta insostenibile. C'è addirittura chi scavalca il muro di cinta e lancia all'interno dell'area sequestrata buste di spazzatura o rifiuti di altro tipo". Via Pescarola da oramai mesi viene scambiata per una pattumiera. Il luogo prediletto per camminatori e appassionati di jogging è divenuto impercorribile. 

I siti inquinati

Il Comune, in una nota stampa, ha invece reso noto che la Regione Lazio ha deliberato un primo finanziamento di 214.592,56 euro per consentire l’avvio delle attività previste dalla normativa vigente in materia di bonifica siti inquinanti. Per questo motivo, come si spiega nel comunicato stampa inviato dal Comune, "tra qualche giorno sarà inviato il piano di caratterizzazione che in questi mesi è stato messo a punto. Ottenuti i necessari nulla osta si procederà con l’affidamento delle attività relative al campionamento ed analisi dei prelievi di campionatura di terreno. L’attività di campionamento delle eventuali potenziali sostanze inquinanti avverrà nelle zone più significative dell’area del Nocione, così come individuata nell’Ordinanza sindacale n° 233/2018.
Le indagini che si andranno a fare porranno un punto fermo sull’annosa questione che si trascina da decenni in quanto si dovrebbe riuscire a comprendere le potenziali sostanze inquinanti che interesserebbero la zona permettendo a tutti gli Enti interessati di poter formulare un piano di risanamento supportato da riscontri tecnici oggettivi e dalle necessarie risorse finanziari".

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