"Mio figlio di soli 27 mesi a casa si prendeva a pugni sulla testa e gridava"

Il racconto choc del papà di uno dei bambini che, come si evince dalle telecamere, venivano maltrattati da due maestre all'interno della scuola dell'Infanzia di via Zamosch. L'intervista al dirigente di Polizia, Raffaele Mascia

Volti tesi e occhi arrossati dalle lacrime. Davanti la scuola d'Infanzia di via Zamosch c'è tensione. I genitori dei piccoli alunni che frequentano il plesso del Secondo Istituto Comprensivo sono scioccati. Arrivano alla spicciolata cercando di farsi forza l'uno con l'altro. Le immagini diramate dalla Polizia di Stato e che raccontano quanto accadeva nella classe degli orrori sono arrivate come una frustata sul viso. 

La disperazione

"Mio figlio nei giorni scorsi mi aveva raccontato di essere stato punito perchè troppo monello - spiega Vittorio Miele - ma non potevo certo immaginare quanto accadesse in quella classe. Ora dobbiamo capire come intervenire anche per aiutare i nostri figli a dimenticare". In preda alla disperazione più nera è invece un altro papà che ha riconosciuto il suo bambino di 27 mesi dalle immagini mentre veniva strattonato, insultato e punito. Le maestre, come emerso dalle indagini, costringevano i piccoli a salire su un armadio e a rimanere fermi ed immobili da quasi due metri da terra. Se fossero caduti per loro ci sarebbero state lesioni gravi. Questo è uno dei punti chiave del provvedimento di interdizione. Il clima di vessazione e terrore che si respirava in un aula che avrebbe dovuto essere di gioco e di serenità.

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Il precedente

Lo scorso anno al nido comunale c'era stato un episodio di presunta discriminazione a cui avevano riparato un consigliere comunale di maggioranza, Rossella Chiusaroli e l'ex assessore alla Cultura, Nora Noury. "In una classe - spiega Chiusaroli - venimmo a scoprire che c'era stato un grave episodio di discriminazione. Una bambina, per motivi incomprensibili, non era stata inserita nella foto con Babbo Natale. Io e l'ex assessore Noury appresa la cosa abbiamo contattato la famiglia e fatto fare la foto alla bimba con il suo Babbo Natale". E dagli ambienti comunali, anche in passato, erano partite diverse segnalazioni in merito ad atteggiamenti troppo classisti da parte di alcune insegnanti. "I bambini sono tutti uguali e non bisogna mai avere preferenze - ha concluso la Chiusaroli -. Quello che accaduto in questo plesso è di estrema gravità e bisogna prendere, anche come amministrazione, una posizione". 

La ricostruzione

A spiegare in un'intervista quanto accaduto nella scuola dell'Infanzia e come sono state avviate le indagini è il vice questore Raffaele Mascia, dirigente del commissariato di Cassino. La stessa Polizia di Stato ha messo a disposizione una psicologa infantile che ora dovrà interagire con i piccoli per cercare di ricostruire ogni singola vicenda.

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La difesa

Una delle due maestre indagate, assistita dagli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola, si discolpa e parla di 'accuse ingiuste'. I legali che preferiscono non rilasciare dichiarazioni hanno già presentato richiesta di accesso agli atti.

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