Cassino, Niki Dragonetti interviene sul presunto dissesto finanziario: "Nessuno ricorda che il vice sindaco Palombo è stato assessore al bilancio"

L'esponente dei Popolari per l'italia parla della questione economica in Comune e sottolinea come 'molti oggi in maggioranza abbiano la memoria corta e le maniche larghe"

Niki Dragonetti

Niki Dragonetti, rappresentante dei Popolari per l'Italia, lancia strali contro la giunta D'Alessandro ed interviene sulla questione del presunto dissesto finanziario. “La farsa, quella del presunto dissesto finanziario al Comune che non inganna nessuno, soprattutto i cittadini. Perché nonostante quello che abbia detto il sindaco Carlo Maria D’Alessandro in conferenza stampa e che ha poi cercato di spiegare, senza che si capisse nulla in merito, l’assessore al Bilancio, Ulberico Schimperna, è solo l’ennesimo tentato da parte di questa amministrazione di camuffare incapacità gestionale e ‘maniche larghe’. Se il presunto dissesto risale agli anni passati ed oltre i cinque della Giunta Petrarcone allora vuol dire che i debiti risalgono anche alle gestioni del Bilancio di assessori oggi noti alla Giunta D’Alessandro".

L'ex assessore al bilancio Carmelo Palombo

"A ricoprire il ruolo di responsabile del Bilancio sono stati anche l’attuale vice sindaco Carmelo Palombo e il consigliere regionale Mario Abbruzzese non nelle vesti di assessore al bilancio ma di capogruppo all'epoca comunale e gran manovratore politico delle decisioni. Non credo che i debiti accumulati da coloro che oggi si ergono a paladini della città siano stati pagati - prosegue ancora Dragonetti -. In questa città, in questo palazzo comunale, si è sempre messo in atto la pratica del ‘se prendi tu, prendo pure io’. Questo senza però capire che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. Se l’assessore al bilancio, il professor Schimperna, voleva risultare trasparente nel suo operato, rilasciando quella dichiarazione, avrebbe dovuto affidarsi a qualcuno che di economia scrive e comprende. In questo modo non ha fatto altro, usando parole difficili ai più, di ammettere che la Corte dei Conti ha ragione. Fumo negli occhi, ancora, oggi più di ieri”.

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