Cassino, le analisi su Nocione sono scioccanti: alta concentrazione di cromo

I risultati dei prelievi e degli accertamenti sono stati consegnati alla Guardia di Finanza dagli esperti. Le indagini proseguono per capire le responsabilità amministrative dello scempio ambientale

I prelievi su Nocione

Nel sottosuolo dell'area di Nocione c'è un'altissima concentrazione di materiali pesanti. I dati ufficiali delle analisi effettuate dall'Arpa nelle scorse settimane, sono stati consegnati agli investigatori della Guardia di Finanza. Il colpo di scena è arrivato dopo che, la Procura, aveva disposto e fatto effettuare, gli scavi che, meno di un mese fa, hanno portato le fiamme gialle del Gruppo di Cassino, unitamente ai Vigili del Fuoco, a portare alla luce quanto seppellito nel sottosuolo trenta anni fa. 

Le indagini 

Quando dichiarato dai tecnici di Laboratorio che hanno esaminato acque e rifiuti verrà ora vergato in un'informativa che il personale del tenente colonnello Salvatore Rapuano, comandante del gruppo di Cassino, consegneranno al Procuratore Capo di Cassino Luciano d'Emmanuele. Questo per consentire alla magistratura di individuare le responsabilità ammininistrative di chi, in quel periodo, ha consentito al seppellimento di tonnellate di rifiuti solidi urbani e scarti ospedalieri, in buche profonde venti metri. 

La prescrizione

Le investigazioni sono state nuovamente avviate nel febbraio del 2016 dopo che il precedente fascicolo è stato archiviato per sopraggiunta prescrizione. I reati ambientali dopo un certo numero di anni, infatti, non sono più punibili. Un'altra beffa per coloro che vivono nella zona situata ai confini del comune di Cassino con il comune di Sant'Elia Fiumerapido. All'epoca dei fatti a finire iscritti nel registro degli indagati furono un imprenditore, poi deceduto, il responsabile del settore ambiente, oggi in pensione ed un operaio comunale, anch'esso in pensione. Con la sopraggiunta prescrizione quindi lo scempio ambientale non può essere attribuito a persona fisica ma all'Ente.

La bonifica

Una volta concluse le indagini quindi la Procura potrebbere decidere di far pagare la messa in sicurezza dell'area (tardiva e per certi versi inutile vista l'alta percentuale di malati di Linfoma di No Hodgkin in zona) a chi all'epoca ha avallato, in qualità di sindaco, lo smaltimento illecito di rifiuti. 

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