Cassino, registro dei tumori: Carmine Di Mambro invita i politici e i 91 sindaci del territorio ad autotassarsi di mille euro

Tutti i rappresentanti del Governo e della Regione Lazio residenti in provincia potrebbero così contribuire alla raccolta dei 100mila euro necessari per l'attuazione del progetto

Carmine Di Mambro

Il consigliere comunale Carmine Di Mambro continua senza sosta la sua battaglia per l'istituzione del Registro dei Tumori. "È  inconcepibile questo immobilismo su una questione così delicata e importante - ha affermato Di Mambro - la politica regionale è  stata in grado di trovare soldi per spese inutili e consulenze fantasma e non riesce ad inserire nelle voci di bilancio il Registro dei Tumori. Questo strumento potrebbe fare la differenza per molte persone e aiutare il personale sanitario ad avere un quadro ben definito per ciò che concerne la prevenzione. Dopo il muro di silenzio e indifferenza contro il quale mi sono scontrato ho pensato allora di lanciare una "contro proposta".

Autotassazione di mille euro per sindaci e onorevoli

Ognuno dei 91 comuni della provincia di Frosinone potrebbero devolvere 1000 euro sul conto creato ad hoc dalla Asl, con la quale ho avuto già un primo incontro. Per raggiungere la quota necessaria dei 100.000 euro mancherebbero ancora 9.000 euro. È arrivato il turno dei nostri politici di compiere il gesto più giusto. Se ognuno dei nostri rappresentanti in Regione e in Parlamento donassero 1000 euro a testa il risultato sarebbe raggiunto. Mario Abbruzzese, Marino Fardelli, Mauro Buschini, Maria Spilabotte, Luca Frusone, Marino Mastrangeli, Daniela Bianchi, Francesco Scalia e Nazzareno Pilozzi potrebbero contribuire a realizzare il mezzo per una svolta fondamentale per migliaia di persone. Un gesto che rappresenterebbe l'inizio di un percorso di cambiamento e un futuro migliore per tante persone". Una proposta che potrebbe dare il via alla effettiva realizzazione del Registro dei Tumori in questo territorio e alla raccolta dei dati utili ad agire sulla salute di centinaia di cittadini. "La malattia non tiene conto dell'età, del sesso o del ceto sociale. Siamo tutti soggetti a rischio e questa deve essere una battaglia combattuta tutti insieme. Il risultato non sarà solo di chi sta male e dei suoi familiari ma di tutte quelle persone che forse, grazie a questo strumento potranno evitare di ammalarsi o intervenire prima con la prevenzione".

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