Cassino-Sant’Andrea, presa la banda di spacciatori di eroina. Tra gli arrestati lo Spagnolo ed Attila

L'operazione antidroga della Procura di Cassino e militari dell'Arma ha consentito di smantellare un'organizzazione malavitosa radicata nel sud della provincia di Frosinone. Gli arrestati erano anche molto violenti

Minacce di morte ai carabinieri che più volte hanno provato a controllarli. E poi ancora la droga, a chili, venduta attraverso le pagine Facebook. Sette persone, tutte residenti nella Valle dei Santi, sono state arrestate la scorsa notte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone e quelli della compagnia di Cassino, coordinati dal colonnello Fabio Cagnazzo, che hanno dato esecuzione ad una Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Gip Sodani del tribunale di Cassino, su richiesta del sostituto procuratore Emanuele De Franco. Sono accusati di detenzione e trasporto ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

L'indagine

L’attività investigativa, portata avanti dagli uomini del capitano Ivan Mastromanno, ha permesso di stabilire che il gruppo criminale aveva allestito una piazza di spaccio nella piccola comunità di Sant’Andrea del Garigliano, nella Valle dei Santi. L'abitazione-piazza di spaccio era dotata di sistemi di difesa passivi, nonché da ulteriori schermi protettivi, quali telecamere esterne che permettevano di scrutare in anticipo l’eventuale arrivo delle forze dell'ordine.
I dettagli dell'intera operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa alle ore 11 presso il Comando Compagnia di Cassino.

I dettagli dell’operazione

Con l’operazione convenzionalmente denominata “I PARPACCI”, i Carabinieri della Compagnia di Cassino, nella mattinata odierna, hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere ed ai domiciliari, emesse dal GIP del Tribunale di Cassino, nei confronti di altrettante persone accusate a vario titolo ed in concorso tra loro di un radicato ed esteso traffico di sostanze stupefacenti, prevalentemente del tipo eroina.

Ecco chi sono gli arrestati

Le persone sottoposte a custodia cautelare sono: Daniele  Barroso, soprannominato “Lo Spagnolo”,  nato a La Chaux De Fonds (Svizzera) il 19.12.1973, residente in Sant’Andrea del Garigliano (FR), Via Casarinelli n.21, associato al carcere di Orvieto (TR);  Massimiliano  Lutrario, soprannominato “Attila”, nato a Cassino (FR) il 15.07.1976, residente in San Giorgio a Liri (FR) via Campo di Mola nr.6, associato al carcere di Cassino (FR); Luca Rafeli, nato a Cassino (FR) il 19.02.1982, residente in Sant’Ambrogio sul Garigliano (FR) via San Rocco n.77, associato al carcere di Cassino (FR); Vincenzo  Grossi, nato a Cassino (FR) il 08.09.1985, residente in Sant’Andrea del Garigliano (FR) via Filettole n.66, associato al carcere di Cassino (FR);   Adriana D’Arpino, nata a Cassino il 02.10.1990, residente in Sant’Andrea del Garigliano (FR)  via Dott. D. Fargnoli, associata al carcere di Roma Rebibbia Sezione Femminile; Sergio Simeone, nato a Sant’Andrea del Garigliano (FR) il 15.09.1963, ivi residente, via Roma n.60, sottoposto agli arresti domiciliari; Gianpiero Visco’, nato a Cassino (FR) il 10.06.1983, residente in Sant’Andrea del Garigliano Corso della Repubblica n.26, sottoposto agli arresti domiciliari, tutti censiti per reati contro la persona e/o sugli stupefacenti.

La disperazione dei genitori

L’indagine trae input dalla forza di disperazione dei genitori di una delle tante “vittime” dell’eroina, i quali, pur di tutelare il proprio congiunto, non hanno esitato a mettere per iscritto fatti dei quali erano venuti a conoscenza riguardanti soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti nella zona della cosiddetta Valle dei Santi. In tale contesto emergeva in maniera preponderante la figura di BARROSO Daniele, detto “lo spagnolo”, quale gestore di una fiorente “piazza” di spaccio di stanza nel piccolo centro di Sant’Andrea del Garigliano (FR).

Il personale della Sezione Operativa del N.O.R.M. del Comando Compagnia Carabinieri di Cassino agli ordini del Capitano Ivan Mastromanno, in collaborazione con la Stazione Carabinieri di Sant’Apollinare, al fine di riscontrare quanto sostenuto dalla citata coppia, nel mese di febbraio 2018, nonostante la morfologia del territorio non favorevole per attuare idonei servizi di osservazione senza essere scrutati, riusciva ugualmente ad effettuare alcune attività di O.C.P. nei pressi dell’abitazione del Barroso, attraverso le quali fu possibile: notare un via vai di veicoli, con a bordo anche soggetti già noti quali assuntori di sostanze stupefacenti e dimoranti anche in zone lontane dal piccolo centro di Sant’Andrea del Garigliano, che si recavano presso la citata abitazione per poi allontanarsi dopo una breve sosta; riscontrare il fine di tale andirivieni di veicoli e persone, ovvero quello di acquistare sostanze stupefacenti in tale luogo. Infatti, a seguito di pedinamenti con conseguenti controlli e perquisizioni, operati su alcuni veicoli e relativi occupanti notati arrivare e poi allontanarsi dall’obiettivo monitorato, si rinveniva sostanza stupefacente del tipo eroina.

Le intercettazioni telefoniche

Sulla base degli elementi raccolti, a far data dal 12.03.2018, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Cassino, venne posta in essere un’attività tecnica. Tale attività di captazione, peraltro durata poco tempo a causa di imprevisti giudiziari nei quali incorsero parte degli indagati (arresto di LUTRARIO Massimiliano, RAFELI Luca e BARROSO Daniele nell’ambito di altri procedimenti penali), suffragata da ulteriori intercettazioni ambientali e soprattutto da servizi di O.C.P., sequestri sia amministrativi che penali e da numerose dichiarazioni testimoniali acquisite, permetteva ugualmente di certificare in maniera definitiva che BARROSO Daniele gestiva un cospicuo traffico di sostanze stupefacenti, prevalentemente del tipo eroina, che acquistava sul litorale Domizio da un cittadino straniero non meglio identificato, dimorante in Castel Volturno (CE), per poi commercializzarle in Sant’Andrea del Garigliano e zone limitrofe, adibendo a “base di spaccio” la propria abitazione ed avvalendosi della collaborazione stabile di LUTRARIO Massimiliano, RAFELI Luca, GROSSI Vincenzo, D’ARPINO Adriana (convivente del Barroso).

Nel corso dell’indagine affiorava in maniera nitida la scaltrezza delinquenziale dei predetti, mirata ad eludere eventuali attività investigative attuate a loro carico ed a garantire il prosieguo indisturbato della loro attività illecita, infatti: la base di spaccio era stata individuata presso l’abitazione del BARROSO, la cui posizione, sita in zona isolata e predominante la sottostante vallata con la relativa unica via di accesso,   costituiva un valido sistema di difesa passiva naturale, in quanto consentiva loro di avere il tempo necessario per occultare le sostanze stupefacenti illegalmente detenute allorquando notavano l’arrivo di Forze di Polizia che ivi si stavano recando;   tale sito era stato dotato di ulteriore “schermo protettivo”, in quanto erano state installate idonee telecamere esterne che permettevano di osservare in anticipo l’eventuale arrivo di Forze di Polizia;  i clienti erano stati opportunatamente indottrinati sul fatto che ogni qualvolta avevano bisogno di sostanze stupefacenti dovevano recarsi presso l’abitazione del BARROSO senza alcun preavviso telefonico, in quanto in loco avrebbero trovato sempre qualcuno pronto a cedere loro la droga;  cercavano di limitare al massimo l’utilizzo di comunicazioni telefoniche pertinenti la gestione dell’illecita attività, prediligendo il ricorso a social network, quali WhatsApp e/o Facebook, proprio per timore di essere intercettati; con il fornitore intrattenevano solo rapporti di persona. Non a caso non si registravano conversazioni tra loro sebbene parte degli indagati si recavano spesso in tale località utilizzando veicoli di proprietà del BARROSO Daniele, fatta eccezione per due comunicazioni intercorse dopo l’arresto di quest’ultimo (10.04.2018, a seguito di aggravio della misura della detenzione domiciliare);

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incutevano timore ai clienti, sfruttando il loro carattere e la personalità violenta, al fine di evitare che questi potessero riferire del loro traffico illecito; gli stessi non esitavano ad assumere atteggiamenti di sfida e minacciosi nei confronti di rappresentanti delle Forze dell’Ordine, al fine di incutere in loro timore per farli desistere da eseguire controlli che potessero ostacolare o rivelare l’attività criminale.

L’attività investigativa permetteva altresì di evidenziare le responsabilità nell’attività di spaccio di altri soggetti legati in qualche modo al gruppo capeggiato dal BARROSO, ovvero di: Simeone Sergio, il quale, oltre a coadiuvare Barroso in alcune fasi di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti, risultava dedito allo spaccio anche di altri tipi di sostanze stupefacenti; Gianpiero Viscò, il quale oltre al consumo di eroina, provvedeva alla cessione di piccoli quantitativi di tale sostanza stupefacente, reperita sia dal Barroso sia da cittadini stranieri, non meglio identificati, dimoranti sul litorale Domizio.

L’attività investigativa, durata circa due mesi, permetteva di arrestare in flagranza di reato uno degli indagati, denunciare in stato di libertà altre persone per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, segnalare alla Prefettura di Frosinone vari assuntori di eroina e di sottoporre a sequestro circa 30 grammi di eroina, 5 grammi di hashish, vari bilancini di precisione, sostanze da taglio e materiale per confezionamento. Ulteriori riscontri probatori venivano acquisiti dalle testimonianze rese dai numerosi clienti identificati ed escussi che evidenziavano in maniera palese, non solo la responsabilità nell’attività di spaccio di tutti gli indagati, ma anche il loro modus-operandi e soprattutto la retroattività di tale condotta illecita, sicuramente svolta già dal 2016. Durante l’esecuzione delle catture, a seguito di perquisizione personale, Lutrario Massimiliano occultava in bocca una dose di 0,2 grammi circa di cocaina e una di 0,05 grammi di eroina.

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