Cassino, schiuma nel rio Pioppeto. Di Mambro: "chiudere le aziende criminali" (video e foto)

Il corso d'acqua che attraversa la zona industriale è stato nuovamente oggetto di sversamento illecito. Carabinieri Forestali ed Arpa fanno dei prelievi.

E' accaduto di nuovo. Come sempre accade nei fine settimana o nei periodo di scarso controllo. Qualche mano scellerata ha nuovamente scelto Rio Pioppeto, ex perla di flora e fauna, per scaricare lerciume liquido. Ieri il corso d'acqua che da Villa Santa Lucia, attraversando la zona industriale ed anche il depuratore Cosilam , fino a Pignataro Interamna, arriva a confluire nel Liri, era coperto di una maleodorante schiuma bianca e in parte pieno di liquido nero.

L'allarme

Scioccanti le foto scattate dai residenti. Chiari e lampanti i video girati dai passanti che si sono ritrovati a dover assistere a quest'ennesimo scempio della razza umana. A dare l'allarme al 112 sono stati alcuni automobilisti che si sono trovati a transitare lungo la superstrada Cassino-Formia, nel tratto in cui si attraversa il ponte romano che sovrasta il rio Pioppeto. Una cascata di detersivo e altre schifezze al posto delle acque chiare, limpide e cristalline. Sul posto sono intervenuti i carabinieri forestali e gli ispettori dell'Arpa. Dalle prime indiscrezioni sembrerebbe si tratti di detersivo industriale.

L'accusa di Carmine Di Mambro

L'ennesimo caso di inquinamento ha scosso gli animi e fatto infuriare chi da tempo porta avanti una battaglia, anche personale, sui danni che provoca l'inquinamento ambientale agli esseri umani. Carmine Di Mambro, ex consigliere comunale e promotore del 'registro dei tumori' propone la chiusura delle aziende che non rispettano le Leggi vigenti. "Ci risiamo di nuovo, appena si abbassa il livello di guardia i delinquenti ambientali colpiscono di nuovo. È quello che sta succedendo ancora nel Rio Pioppeto. Qui non si tratta di essere allarmisti o ambientalisti, ma persone rispettose delle regole. Ci vogliono controlli più ferrei da parte degli organi competenti, soprattutto, su quelle aziende già segnalate come non rispettose della legge. Dai primi accertamenti, sembrano che gli sversamenti nel Rio Pioppeto, sia soprattutto sapone industriale. Siccome gli inquirenti, conoscono benissimo le aziende che lavorano nella zona industriale di Cassino, soprattutto quelle già segnalate in passato come possibile causa degli sversamenti avvenuti negli ultimi anni, basta anticipare i tempi e controllare lo stato di filtraggio. Bisogna agire nel più breve tempo possibile e accertati i malfattori. Iniziare a pubblicare i nomi delle aziende che non rispettano le rege di vita, e se dovessero essere recidive, prendere in considerazione anche la chiusura dell'azienda, perché nessuna vita può essere barattata per un posto di lavoro".

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