Cassino, spaccio di droga, due giovani arrestate dai carabinieri nell'operazione "Round 12"

Una ventunenne continuava nell'attività 'di famiglia' nonostante si trovasse agli arresti domiciliari. Complice anche la fidanzata diciannovenne del fratello arrestato lo scorso anno insieme alla madre

Altro duro colpo allo spaccio di sostanze stupefacenti nel cassinate, messo a segno dai carabinieri della Compagnia di Cassino. Nella mattinata di ieri,  a Scauri e Castelforte  i militari della Sezione Operativa della Compagnia della Città Martire, nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “12° round”, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare per “spaccio continuato di sostanze stupefacenti”, emessa dal GIP del Tribunale di Cassino nei confronti di  F.D.S 21enne agli arresti domiciliari nel comune di Scauri per lo stesso reato  N. D.19enne di Castelforte  anch’essa già censita per reati specifici.

Una delle arrestate spacciava  nonostante si trovasse ai domiciliari

 . Le indagini condotte dai Carabinieri facevano emergere un’altra “costola” di una precedente attività investigativa condotta lo scorso anno nei confronti di una famiglia (madre e due figli), che avevano adibito un appartamento ATER loro assegnato nel centro di Cassino, ad un vero e proprio minimarket della droga. Il proseguo dell’attività investigativa ha permesso di accertare una florida attività di spaccio posta in essere dalla  F.D.S.che sebbene sottoposta al regime degli arresti domiciliari in Cassino,  subito dopo essere stata tratta in arresto nell’ambito della precedente attività in data 11 settembre 2018 unitamente alla madre ed al fratello Alessio attualmente ristretto in carcere,  avvalendosi della collaborazione della fidanzata di quest’ultimo  N.D.N., si rendeva responsabile di numerose cessioni di sostanze stupefacenti del tipo cocaina a giovani residenti nel cassinate.

Il costo delle dosi variava dai 25 ai 100 euro a dose

Il costo delle dosi variava  tra i 25 ed i 100 euro a dose. Il GIP, condividendo le risultanze investigative, ha ordinato che  F.D.S. venisse tradotta presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia, mentre l’altra giovane fosse sottoposta al regime degli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza, con l’applicazione del braccialetto elettronico e divieto di avere contatti con persone estranee al proprio nucleo familiare.

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