Cassino, presa la famiglia di spacciatori di San Bartolomeo (foto)

Qui in un'abitazione di piazza Vigili del Fuoco, secondo le indagini coordinate dalla Procura, avveniva il confezionamento delle dosi di cocaina ed eroina e la vendita al dettaglio.

Tre persone appartenenti tutti alla stessa famiglia sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Cassino. Il blitz è scattato questa mattina alle prime luci dell'alba in piazza Vigili del Fuoco nel quartiere San Bartolomeo. I tre, marito, moglie e suocera (madre di lui), secondo quanto accertato dai militari del colonnello Fabio Cagnazzo e del capitano Ivan Mastromanno, avevano allestito all'interno del loro alloggio Ater, una vera e propria piazza d confezionamento e spaccio di cocaina, eroina e altre sostanze stupefacenti utilizzando anche un bambino di undici anni che vive con loro. L'ordine di custodia cautelare è stato emesso dal Gip del tribunale di Cassino su ordine della Procura. 

Le indagini

L’ordinanza di custodia cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Cassino, Gabriele Montefusco, su richiesta del Pubblico Ministero, Emanuele De Franco, nei confronti di tre soggetti, di cui due in carcere ed uno con sottoposizione agli arresti domiciliari, scaturisce da una presunta attività di “spaccio continuato ed aggravato di sostanze stupefacenti”, prevalentemente del tipo “eroina, eroina-Kobret e cocaina”. Gli arresti sono stati possibili grazie all’attività info-investigativa avviata dai carabinieri della “Città Martire”. Pedinamento ed accertamenti che hanno consentito di dimostrare che i tre, appartenenti allo stesso nucleo familiare (madre, figlio e “nuora”), avevano adibito l’appartamento Ater in cui vivono ad un vero e proprio “minimarket” della droga, dove i clienti si recavano a qualsiasi ora del giorno e – quasi sempre – senza alcun preventivo accordo, sicuri di ricevere lo stupefacente per il proprio fabbisogno personale.

Gli arrestati

Le persone sottoposte alla custodia cautelare in carcere sono Iolanda Morelli 54enne, Spada Alessandro 31enne (gravati entrambi  da analoghe vicende penali) mentre Daniela Guerriero 32 enne (incensurata), è stata sottoposta al regime degli arresti domiciliari evitando il carcere perché madre di un bambino di pochissimi mesi. Inoltre ai tre è stato anche applicata anche l’aggravante dell’art. 80 dpr. 309/1990 poiché impiegavano, nell’attività di spaccio, anche il figlio minore di 11 anni.

Clienti di ogni età

Il Giudice, condividendo le risultanze investigative emerse dalle indagini svolte dai militari, avallate dal Pubblico Ministero, ha interrotto il fiorente traffico di sostanze stupefacenti che i componenti della famiglia avevano organizzato e abilmente condotto. Nel corso dei vari servizi effettuati, i Carabinieri hanno proceduto al controllo di numerosissimi giovani ed a volte anche persone adulte, che si recavano all’interno dell’abitazione degli arrestati, senza preavviso o chiamando semplicemente per verificare la presenza di qualcuno,  per acquistare lo stupefacente dietro il pagamento di un corrispettivo di una somma di Euro 20 - 40 per ogni singola cessione.Le persone individuate dai carabinieri venivano sottoposte a perquisizioni personali appena si allontanavano dall’abitazione degli spacciatori, attività che permetteva di rinvenire sempre dosi di droga, talvolta anche quantitativi sostanziosi, di oltre 5 grammi,  che servivano per i il loro fabbisogno personale.Nel corso delle indagini sono state segnalate alla Prefettura di Frosinone, quali assuntori di sostanza stupefacente (ai sensi dell’art. 75 del DPR 309/1990), complessivamente 11 tossicodipendenti/consumatori  nonché sottoposti a sequestro grammi 5,317 di “cocaina”, grammi 0,660 di “eroina-kobret” e grammi 0,660 di “eroina”.

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