Appalti e tangenti, in sette finiscono sotto processo per lavori all'illuminazione pubblica in diversi comuni ciociari

Alla sbarra sono finiti un ex vice sindaco, un ex comandante della stazione dei carabinieri, un funzionario di banca e ben quattro imprenditori che avrebbero pagato fino a 40 mila euro

Appalti nella pubblica amministrazione in odor di tangenti. Sette le le persone che sono state rinviate a giudizio con l'accusa a vario titolo di concussione, estorsione e corruzione. Alla sbarra sono finiti l'ex vice sindaco di Castro dei Volsci M. C., l'ex comandante della stazione dei carabinieri F. D.P., un funzionario di banca A. R., gli imprenditori A. C., D. L., S. C., L. D. C.

I fatti

I fatti si riferiscono agli anni 2009-2011 periodo  in cui, secondo le accuse A. C. avrebbe ottenuto gli appalti per la pubblica illuminazione in  numerosi paesi della provincia Ciociara in cambio di mazzette. A far scoppiare la "bomba" proprio l'imprenditore di Boville Ernica che "affogato" dai debiti si recò in procura per fare nome e cognome di chi aveva ricevuto i suoi "favori" in cambio dell'aggiudicazione delle gare d'appalto a Monte San Giovanni Campano ed a Castro dei Volsci.

Il mondo della corruzione

E proprio questa indagine aveva scoperchiato un mondo di corruzione che ruotava non solo nel territorio ciociaro ma che si era esteso anche in terra marsicana. A seguito di queste indagini c'era stata l'iscrizione sul registro degli indagati per quelli che oggi dovranno subìre il processo.  

I 40 mila euro

Nello specifico Il vice sindaco ed il comandante della stazione dei carabinieri avrebbero accettato dall'imprenditore 40.000 euro per garantire all'uomo sia l’illecita aggiudicazione del servizio di gestione degli impianti di pubblica illuminazione del Comune di Castro dei Volsci, sia l’aggiudicazione di ulteriori lavori presso altri enti pubblici quali Piedimonte Matese e Priverno.

Il funzionario di banca ed il finanziamento da 800 mila euro

Altra posizione molto delicata quella del funzionario della banca Unicredit. Quest’ultimo si sarebbe interessato a far ottenere all'imprenditore un finanziamento di 800 mila euro. In cambio l’imprenditore avrebbe dovuto versare 24.000 euro in qualità di sponsor per la società sportiva Real Vallecorsa. L'ex comandante dei carabinieri, invece, avrebbe contattato un titolare di un'azienda agricola che a sua volta  avrebbe emesso e fornito ai tre fatture per operazioni inesistenti, attestanti la fornitura di vini mai effettuata, ciò al fine di giustificare, seppur in parte, gli illeciti esborsi di denaro del funzionario di banca. La Prima udienza è stata fissata per il 13 aprile prossimo. Nel collegio difensivo gli avvocati Giuseppe Lo Vecchio, Calogero Nobile, Giuseppe Dell’Aversan, Maria Grazia Mattoni e Marco Cianfrocca

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